Un modello di società nuovo che porti al centro Dio

 



... quando Dio è messo al centro, tutti gli altri acquistano importanza, 
perfino le piante e gli animali; quando, invece, Egli non è al centro, 
tutto diventa materiale e non si rispetta più nulla.
La famiglia stessa non può perdurare senza amore per Dio. 
E' l'amore per Dio che mantiene la famiglia e tutte le relazioni sane. 
Se c'è amore per Dio ci saranno anche buoni politici, buoni commercianti,
 buoni professionisti, buoni padri e buoni figli....

Srila Atulananda Acarya

Nota personale: Come possiamo accettare passivamente un mondo senz'anima?

Siamo parte di una ciclicità cosmica


La vita è ciclica, credere sia una linea retta impedisce alla mente umana di comprendere l'evolversi autentico della vita e lo scopo dell'universo. Riporto una citazione di Pietro Ubaldi tratta dal bel libro "Idee per un nuovo rinascimento" di Valentino Bellucci.

"Ogni ciclo risulta determinato dallo sviluppo di cicli minori, 

che sono la risultante dello sviluppo di cicli 

ancora minori, all'infinito.

Gli estremi si toccano. Il grande respiro dell'universo 

è dato dal respiro dell'atomo.

Passeranno le forme materiali della vita, passeranno popoli, 

civiltà, umanità e pianeti;

ma un erede raccoglierà il succo di tanto travaglio, 

non vano: l'anima"



foto: altopiano tibetano e la raccolta dell'orzo


Sull'albero del silenzio cresce il frutto della pace (proverbio indiano)



 
Il silenzio è il luogo dove il Divino ci parla continuamente senza voce e noi riusciamo a sentirlo senza orecchie. Questo luogo è nel cuore e il silenzio è la porta d'accesso. La solitudine e il silenzio infondono nuova nascita alla vita.

Il silenzio è l'unico elemento che contiene in sé tutti i più profondi segreti dell'universo, in cui esso stesso è immerso. E' l'unica realtà che ha in sé il passato il presente e il futuro, infatti è al di là di ogni spazio e di ogni tempo. Nel silenzio non è possibile nessuna vibrazione né contrazione né espansione ma solo presenza: il silenzio è.


Il silenzio è presente in tutte le sequenze del tempo, nel giorno e nella notte, nelle stagioni, nelle profondità degli oceani, nei boschi, nell'apparente assenza di vita di un deserto, in uno sguardo puro, in un cuore colmo d'amore, nelle pause che ci sono tra una manifestazione e la successiva. Ogni pausa silenziosa contiene la forma futura della creazione.


Estratto di un racconto che è parte di una nuova pubblicazione edito da Youcanprint. E' acquistabile dal mese di dicembre 2025 in www.youcanprint.it e molte altre piattaforme e librerie, in Italia e nel mondo.


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L'uomo si agita come la tempesta,

io sospiro in silenzio,

perché ho scoperto

che la rabbia dell'uragano si placa

e la inghiotte l'abisso del tempo,

ma un sospiro, un silenzio, dura

per sempre nel continuum di Dio.

La musica del mare finisce sulla spiaggia

o nel cuore di quelli che l'ascoltano.


Kahlil Gibran





 



Fotografie dal mio viaggio in Tibet

Intelligenza e intelletto - Riflessione/Spiritualità


L’intelligenza ha una doppia capacità, secondo la direzione cui viene diretta, e può essere orientata verso l’esterno o verso l’interno.

La natura del suo orientamento è la chiave dell’evoluzione dell’umanità.


L’intelligenza diretta verso l’esterno operando attraverso i sensi diventa “intelletto” la parte concreta e informativa dell’intelligenza. 

Operando verso l’interno per mezzo della coscienza profonda diventa quel che si può definire vera intelligenza.

La distinzione tra intelletto e vera intelligenza è fondamentale per capire la condizione odierna del mondo.


L’intelletto fa riferimento a un’intelligenza che per determinare la verità usa la ragione ed è basata sull’attività sensoriale. Amplifica la capacità dei sensi con vari strumenti, come telescopi o microscopi, aumenta la capacità di calcolo con varie macchine come i computer e per comprendere il mondo inventa vari sistemi di misurazioni spaziali e temporali.

L’intelletto costruisce la realtà basandola sull’idea di un mondo esterno, annota i nomi e le forme delle cose nel mondo e le colloca in varie categorie e gerarchie. 


Da qui deriva il concetto ayurvedico di mondo esterno come luogo di realizzazione dei piaceri, da esso nasce una visione materialistica della vita e una visione meccanicistica dell’Universo.

L’intelletto dirige la vita verso mete esterne: piacere, ricchezza, potere e conoscenza del mondo. Crea un’idea corporea dell’esistenza, per cui si rimane intrappolati nel tempo e nello spazio, nel dispiacere e nella morte.

L’intelletto pone l’attenzione sull’esteriorità, i ruoli, l’identità, stato sociale e averi. L’intelletto opera sotto il controllo dell’ego e delle emozioni.


La vera intelligenza è un potere di percezione interna e diretta. Rivela la natura delle cose trascendendo le apparenze sensoriali.

La vera intelligenza è pienamente consapevole dell’impermanenza di ogni realtà esterna e non ci lega a nessun nome o forma prefissata. 

Impariamo per mezzo di essa a percepire la coscienza che sta dietro i movimenti della materia e dell’energia nel mondo esterno.

Ci liberiamo da strutture esterne che riguardano la religione, l’autorità e le istituzioni, trascendendo il tempo e lo spazio nella realtà della nostra Vera Natura.


L’intelletto ha una conoscenza indiretta e mediata riguardo i nomi, i numeri e le apparenze, per questa ragione non può risolvere i problemi umani e infondere un senso di pace. Non è sufficiente sapere concettualmente quali sono i nostri problemi, dobbiamo capirne l’origine nel cuore e nell’anima.


Senza il risveglio della vera intelligenza, la società rimarrà emotivamente instabile e spiritualmente poco evoluta. La cultura occidentale ha glorificato nella scienza una visione intellettuale della vita.

L’Ayurveda, che si basa sulla filosofia dello Yoga, considera l’intelletto come una intelligenza minore e ci aiuta a sviluppare l’intelligenza profonda che porta al di là dei sensi, verso la verità all’interno del Cuore.


Foto: Buddha, il risvegliato (dal mio viaggio in Tibet)

Razionalismo, frammenti e separazioni - Riflessione /Spiritualità -


Forse è stato Cartesio che con la sua famosa frase "cogito ergo sum" ha portato l'uomo moderno occidentale a identificarsi con la propria mente invece che con l'interezza del proprio essere.


Cartesio, nato nel 1596 in Francia, fu il maggior esponente del razionalismo, corrente di pensiero che riponeva una fiducia assoluta sulla ragione. Dubitando di qualsiasi cosa, se non ben analizzata, per lui l'unica certezza era che gli uomini esistono come pensiero.


Il pensiero, secondo Cartesio, ha dei contenuti che sono le idee. Nei suoi studi ne distinse alcune tra cui le idee fittizie, inventate dalla fantasia degli uomini, le idee avventizie, provenienti dall'esterno, e le idee innate, che fanno parte delle consapevolezze di nascita. Un'altra sua idea era l'idea di Dio, la perfezione assoluta che ha creato l'uomo perfetto, passibile però di errori.


Cartesio elaborò un rigoroso dualismo e secondo il suo pensiero Dio diede origine a due dimensioni fondamentali: la res cogitas, il pensiero, e la res extensa, la materia. La prima risulta infinita, spirituale, indeterminata e consapevole mentre la seconda è finita, materiale, determinata e inconsapevole.


La visione di Cartesio era altresì legata al meccanicismo, infatti il processo delle funzioni vitali e del sistema nervoso viene descritto in termini puramente meccanici, fino al raggiungimento della morte intesa come dissoluzione della macchina umana. Anche gli animali erano da lui visti come dei semplici automi animati da Dio. La presunzione di Cartesio, comune a tutto il razionalismo, era di pretendere di dimostrare ogni cosa attraverso un metodo rigoroso.


Il razionalismo ha portato nell'uomo moderno una separazione tra il proprio Io isolato che vive dentro il corpo. La mente risulta così separata dal corpo e controllore dello stesso, creando un conflitto tra la volontà delle intenzioni e gli istinti naturali. Da questo pensiero razionale le suddivisioni si moltiplicano a cascata, come ben evidenzia nei suoi scritti il filosofo Fritjof Capra.


Gli individui così si differiscono in base al genere, alle opinioni, ai sentimenti, alle capacità, alle risorse ecc. Una gran quantità di ripartizioni che creano separazioni con conflitti irrisolvibili che generano confusione, frustrazioni, rabbia.


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"Colui che, risiedendo in tutti gli esseri, da tutti 

gli esseri è diverso, lui che tutti gli esseri non conoscono, 

per il quale tutti gli esseri sono corpo, 

lui che governa dall'interno tutti gli esseri, 

questo è il tuo àtman, l'intimo reggitore, l'immortale."   


Upanishad




Un grande poeta indiano canta:


Dovunque guardo, amato mio, io ti vedo.

Ovunque girino i miei occhi, trovo uno specchio

in cui è riflesso il mio cuore.

Ti vedo sulla punta di una spada,

nella brillantezza della vista.

Sei nell'unità, come nella separazione.

Ti ho trovato in ogni forma, nell'acqua, nel buio della notte,

nella vibrazione dell'intero cosmo.

Anche se le cose appaiono diverse,

esse sono un riflesso della tua esistenza.

Questa vita è realmente solo un riflesso di te.


R. Tagore


Fotografia: paesaggio andaluso al caleidoscopio








L'amore e il Divino in noi. Riflessione/Spiritualità




L'amore è la forza che rende la vita degna di essere vissuta, dona colore, profondità e calore, ci regala sensazioni intense e felicità. L'amore è uno stato interiore di pienezza traboccante che ci spinge a dare, trascendendo il contatto con qualsiasi essere umano.


Da non confondersi col desiderio che è uno stato di bisogno, il bisogno di essere amati, che cerca di essere colmato dall'esterno. Le relazioni sono importanti perché sentirsi uniti agli altri porta gioia, comunione, solidarietà, ma quando rendiamo personale una relazione, proiettando su di essa i nostri bisogni, soffriamo.


L'amore non è una questione personale ma universale, non lo possiamo trattenere perché è un'energia libera; se lo cerchiamo all'esterno si allontanerà perché lo consideriamo ancora qualcosa che non ci appartiene.

Molti di noi cercano l'amore ovunque non rendendosi conto che vivono una costante condizione di paura, paura di non essere accettati sopratutto.


La paura è l'opposto dell'amore, anche se alcuni credono sia l'odio, non è così, la paura è il suo contrario. Diventare grandi, evolvere, significa poter affrontare le proprie paure, guardarle in faccia e imparare a sfidarle coltivando quello stato ancora celato di cui tutti siamo custodi, l'amore. 

Il coraggio è la via del cuore.


La vera relazione, quella eterna, è con il Divino, .......


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foto: meditazioni e mantra di preghiera allo stupa di Boudhanath a Katmandu in Nepal. Tra le dita della mano sinistra scorrono i grani della mala mentre la mano destra fa ruotare le piccole campane tibetane che sono all'interno delle finestrelle sul muro dello stupa. Il mantra 'Om mani padme hum' accompagna il rito.

Chi siamo noi? - Riflessione/Spiritualità -




Chi siamo noi? 


Chi siamo noi? Conoscere noi stessi è solo conoscere il corpo, la sua anatomia, i dettagli della chimica di cui è composto, la mente con le molteplici meravigliose facoltà? Siamo solo questo corpo, questa mente, la creatura nata con noi? Conoscere noi stessi vuol dire sapere come funziona tutto questo incredibile apparato che ci sostiene, conoscere da dove vengono i ricordi, i condizionamenti culturali e sociali? C'è qualcosa di più profondo dentro questo tempio che chiamiamo corpo?


Molte scienze sostengono che oltre tutto questo patrimonio che è racchiuso nel corpo umano esista l'Ego in quanto ciò che definisce "Io sono il corpo" e associato  al nostro vero Sè.

L'Ayurveda va oltre questi concetti fino alla pura consapevolezza che trascende sia il corpo che la mente.


Estratto di un racconto che è parte di una nuova pubblicazione edito da Youcanprint. E' acquistabile da dicembre 2025 in www.youcanprint.it e molte altre piattaforme. Possibile richiederlo nelle librerie.


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dall'Anima al Mondo: 

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Gesù disse a Tommaso:


"Esamina dunque e riconosci chi sei tu (...)

Mentre ora cammini con me, benché tu di ciò non sia conscio,

tu hai già conosciuto 

e sarai chiamato per questo conoscitore di te stesso.


Colui che di fatto non si conosce non ha conosciuto nulla,

chi però si è conosciuto è pure venuto a conoscenza 

della profondità del Tutto".


libro dell'atleta Tommaso - II 138-7.18



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