HOME





Sono Marina Magro, da sempre appassionata a culture e filosofie orientali.
Il mio libro “Odore di Perù” racconta di un viaggio che ha segnato uno dei passaggi più significativi della mia vita mettendomi a nudo e rendendomi nuovamente libera. La stesura di questo libro arriva dopo anni di grandi cambiamenti e numerose avventure iniziati dopo una esperienza di cancro ed una di pre-morte a seguito delle quali ho rivolto i miei studi e la mia pratica all’Ayurveda e allo Yoga, formandomi successivamente come operatrice ayurvedica dopo un percorso di studio presso la Scuola di Medicina "Ayurvedic Point" di Milano terminato nel 2005.

L’interesse antropologico inteso come esplorazione di un'umanità in cammino tra culture e tradizioni spirituali e anche come mio cammino di ricerca interiore mi ha spinto a viaggiare molte volte nella vita ma i viaggi più importanti e significativi sono stati quelli dell'ultimo decennio, probabilmente perché la mia percezione del mondo e dell'umanità è supportata da una maggiore consapevolezza e da una coscienza sveglia.

Nell’anno 2006 vivo il mio viaggio nel sud del Perù, sulle Ande per tre mesi incontrando gli indios quechua e l’antica cultura inca in contatto con una natura selvaggia ed incontaminata e riscoprendo l’essenzialità delle cose ed il valore dei rapporti umani. Da questo viaggio nasce il romanzo intitolato: "Odore di Perù".

Nell’anno 2007 presto la mia assistenza e le mie pratiche ayurvediche per tre mesi in India presso un orfanotrofio che accoglie bambini di strada in Andra Pradesh.

Nell’anno 2008 sono attore e testimone di un progetto di cooperazione internazionale rivolto ai bambini lavoratori nel Sud del Mondo ho visitato il Benin, Africa sub-sahariana, da cui un reportage completo anche di fotografie.

Negli anni 2009/2014 un bisogno ancestrale di solitudine, contemplazione e contatto con natura e silenzio mi fa vivere gran parte del mio tempo in Grecia, prima all'isola di Alonissos e successivamente a Cefalonia.

A seguito del mio primo viaggio in Nepal nel 2014, in collaborazione con l'Assessorato Partecipazione di Vicenza il 28 febbraio 2015 presento a Villa Tacchi una personale mostra fotografica dal titolo - Nepal cultura tradizioni spiritualità e infanzia - dando vita ad  un
progetto di scolarizzazione per alcuni bambini orfani che vivono in un remoto villaggio nel Terai. 
Dopo il terremoto che il 25 aprile 2015 colpisce così tragicamente il Nepal mi impegno a proporre più volte questa mostra in altre sedi per condividere la mia esperienza di viaggio e di solidarietà e continuare a sostenere le rette scolastiche dei bambini del Terai. 

L'11 Marzo 2016 inauguriamo la Mostra
Fotografica Nepal presso la Biblioteca Hugo Pratt, Lido di Venezia (patrocinata dal Comune di Venezia Pelestrina). 

Del 2016 un viaggio nel Giappone culturale e rurale, da cui un racconto: "Un incontro speciale, En" e successivamente nel 2018 una presentazione fotografica del diario di viaggio al Teatro San Marco di Vicenza (30 novembre 2018)

https://youtu.be/6H-Q4-sDTU0 (video "sogno giapponese")




Tra febbraio e marzo del 2017 viaggio nel Laos del nord dove rimango per un mese, da questo viaggio un racconto intitolato: "Il risveglio del villaggio (Muang Gnoi Deua)".
A dicembre 2017 un breve viaggio in Portogallo e un'esperienza dai risvolti drammatici da cui un racconto: "Le coincidenze sono punti di contatto".

2018 anno intenso di eventi e di esperienze mi porta ad esplorare il mondo gitano prima a Granada (Spagna) successivamente a Saint Marie de la Mer (Francia) portando alla luce un forte collegamento spirituale con le tradizioni induiste, sembra infatti che queste popolazioni nomadi provengano per lo più dal nord India.

Un viaggio in Tibet e nuovamente in Nepal risveglia in me una forte connessione ancestrale e spirituale con madre natura e le popolazioni autoctone, sopratutto l'avvicinamento alla grande montagna sul tetto del mondo, l'Everest chiamata dai tibetani Qomolangma, la Grande Madre. Da questo viaggio un racconto: "Everest - Qomolangma la Grande Madre"
http://marinamagro.blogspot.com/p/blog-page_28.html 

Il 17 Novembre mi vede ospite al Mudec di Milano in occasione dell'anno dedicato al Perù nel progetto - Scritti dalla Città Mondo -


Scritti dalla Città Mondo. Focus #04 Perù: Perumalìa. Racconti di italiani stregati dalle Ande

Con Marco Brio, Marina Magro. Intervengono Irina Bajini e Emilia Perassi. A cura del Centro di Ricerche Interuniversitario sulle Americhe Romanze CRIAR con il patrocinio UNIMI e Consolato Generale del Perù a Milano.
MUDEC - Museo delle Culture - MUDEC_Biblioteca 

Nel maggio 2019 sono ospite al Consolato del Perù a Milano a presentare il mio odore "Odore di Perù" condividendo l'esperienza del viaggio nella cara Pachamama in un abbraccio fraterno con la comunità peruviana che vive a Milano.
https://marinamagro.blogspot.com/2019/05/consolato-del-peru-milano-odore-di-peru.html

Il 2019 si chiude con il mio trasferimento nel sud della Spagna, viaggio fatto in auto con la mia pelosa Freya. Vivo a Vejer de la Frontera un piccolo villaggio bianco nel cuore andaluso a una manciata di chilometri dall'Atlantico. Cosa mi porterà questo viaggio lo scoprirò vivendolo. 


Amo l'arte, le culture e le tradizioni spirituali dei popoli ancora poco inquinati dalla globalizzazione, amo la bellezza che sta nei cuori delle genti e con la scrittura e la fotografia cerco di trasmettere ciò che di bello, vibrante e sorprendente riesce a catturare la mia attenzione e la mia immaginazione. Voglio sviluppare connessioni culturali e sociali tra realtà diverse e lontane. L’arte e la cultura, veicoli di conoscenza, comunione e solidarietà.




Contatto: 
marinamagro1@gmail.com
0039 3355730200 WhatsApp 

I contenuti del presente blog -marinamagro.blogspot.com- dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all'autore stesso. E' vietata la copia e la riproduzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall'autore stesso. E' vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. E' vietata la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall'autore. 
Copyright ©️ 2014-2021 marinamagro.blogspot.com by Marina Magro. All right reserved.



















Siate Dei. Articolo/Riflessione


In questi nuovi giorni nella mia città d'origine ho potuto rendermi conto dell'energia che ricopre la città e inonda i pensieri della gente che la abita. Anche la mia energia è stata in parte catturata da una pesantezza che avevo scordato nel tempo in cui solo l'oceano è stato il mio confidente. Ho faticato i primi giorni a tirarmi fuori dalla tempesta di pessimismo che riveste anche le mura silenti dei palazzi storici.


Ho anche potuto incontrare qualche sorriso sincero amicale di benvenuto e qualche scambio di pensiero profondo di persone che comunque sono in ricerca di una Verità altra da quella narrata.


Inaspettato mi è il quasi silenzio che echeggia tra le mura della città antica lasciandomi nella percezione di surreale, fantasmagorico, qualcosa di inimmaginabile tempo addietro. Ogni volta che esco in strada con la mia mascherina tra le mani per poi indossarla al primo sguardo impaurito e ostile che incontro mi chiedo: ma è vero? 


Dalla finestra del mio studio soppalco situata sopra la mia scrivania osservo dei nuvoloni scuri e minacciosi che si muovono nel cielo raramente così terso e blu come in questi giorni freddi di inizio aprile. 


Ho ripreso tra le mani un vecchio scritto di Anton Ponce de Leon Paiva che racconta la sua iniziazione con un Maestro spirituale quechua. E mi ricollego alla fortunata esperienza personale con l'antropologo di Cuzco Don Juan Nunez Dal Prado vissuta anni fa nei suoi seminari italiani al fine di trasmettere la tradizione spirituale andina.


L'antica tradizione spirituale quechua insegna che solo quando si avrà preso coscienza della propria vera natura si potrà vivere pienamente in libertà ed  Essere Sè stesso. Il Noccan Kan è l'Io Sono.


Siate Dei.


Se vogliamo evolverci dovremmo praticare il Noccan Kan, imparando a trascendere la nostra vita sulla Terra. Comunemente le persone si identificano col proprio corpo fisico, con la materia, dimenticando che dentro questo corpo, questo tempio che chiamiamo corpo c'è lo Spirito di Dio.


Nella tradizione spirituale andina Inti è il Dio Sole figlio di Wiracocha, il Creatore. Quindi Inti è dentro di noi. Certo è che il corpo fisico muore e si decompone ma lo Spirito Divino che lo pervade è immutabile ed eterno.

Noi siamo ciò che ci abita.


Il nostro Essere è ovunque il pensiero si posi e il nostro pensiero ci porterà dove vorremmo andare. Fintanto non avremmo coscienza di ciò che in realtà Siamo vivremo come schiavi senza libertà. Quando prenderemo coscienza di questa realtà una nuova forza e un nuovo potere si manifesteranno in noi e ci sentiremo protetti.


La vita di ognuno di noi è molto importante, dobbiamo aver cura della nostra salute fisica e psichica perché siamo qui in viaggio sulla Terra per essere felici pur con i nostri limiti e difficoltà, impariamo quindi a camminare sorridendo pensando che ogni esperienza è posta al fine della nostra evoluzione.


Ogni volta qualcosa d'importante impariamo e ogni lezione ci renderà più forti ma attenzione, se vuoi vivere nella limitazione la tua vita sarà limitata, se vuoi vivere malato ti ammalerai, se ti accontenterai di poco non avrai la possibilità di avere di più.


Se ti permetti di essere ciò che Sei collocato nel tuo centro a cui puoi attingere equilibrio e armonia, ogni giorno potrai percepire maggiore forza e potere personale e ti troverai nel cammino di Dio. 

Gesù stesso rivelò agli uomini: - Io Sono, Siate Dei - (vangelo San Giovanni).


Impariamo a non giudicare a non condannare ma siamo gentili tolleranti comprensivi e rispettosi. Trasformiamo il male in qualcosa di buono, la tristezza in allegria, siamo venuti sulla Terra per essere felici. La Vita è l'espressione massima dell'esistenza. Se prendiamo coscienza della nostra reale identità tutto diventerà possibile.


Siate Dei.


Un respiro profondo e lo sguardo sale dalla tastiera del pc alla finestra, i nuvoloni sono spariti e il cielo è blu e la luce morbida del pomeriggio disegna i tetti delle case e i contorni dei campanili delle chiese che toccano il cielo. Tutto cambia e si trasforma.


Certo è che l'insegnamento trasmesso dai Maestri andini, e non solo, è di una attualità disarmante e oggi ne abbiamo un bisogno estremo.

Si, possiamo scoprire il potere immenso che c'è dentro di noi ma dobbiamo impegnarci in un lavoro interiore fondamentale per attivare il pieno sviluppo umano necessario al risveglio per poter vedere il mondo come è, senza proiezioni. 


Siate Dei.


L'Io Sono è libero ed essere liberi oggi significa respirare con la testa sopra le nuvole, trascendere le cose che ci propinano quotidianamente, fuori dalla propaganda martellante che ci vuole solo con la testa nel virus, non esiste solo il Covid. Dobbiamo elevarci sopra la melma mediatica che ci offusca i sensi imprigionandoci nella paura. 


Per elevarci è fondamentale perseguire con dedizione sforzo e coraggio il cammino interiore, affidandoci al nostro sentire più intimo e profondo per liberarci da paure e dolori. Dove c'è sofferenza e conflitto c'è Ego. E' tempo di scegliere un cammino che per quanto impegnativo possa essere ci renderà liberi, ne siamo degni, tutti.


Non siamo solo materia, noi siamo Spirito Divino e l'energia che ci anima è luce. Irradiamo luce man mano che il nostro Spirito si libera. Immaginate una nuova umanità radiosa di luce e consapevole di essersi liberata.


Non possiamo liberare il mondo se prima non liberiamo noi stessi, la forza e il potere che sgorga dall'Essere libero è potente, immaginate cosa significhi una moltitudine di persone libere, solo così potremmo affrontare il grande cambiamento sociale e politico di cui abbiamo tutti bisogno.


Uniamoci, creiamo gruppi di persone con una nuova coscienza, condividiamo comunichiamo inventiamoci nuovi modi di fare musica danza teatro scrittura filosofia cultura pensiero critico, eleviamoci insieme, tanti Dei insieme e i miracoli accadono.


Siamo Dei.


la mia Pasqua peruviana con estratto dal libro - Odore di Perù - e l'augurio di una Pasqua di liberazione


Auguro di cuore una Pasqua di liberazione a tutte le persone in cammino verso un nuovo umanesimo, un nuovo mondo libero da ogni oppressione e dalla schiavitù delle nostre convinzioni e dei nostri pregiudizi. Si risvegli nel nostro cuore uno straripante sentimento d'amore e di comunione con la Vita. Vi abbraccio.

Aggiungo un breve estratto dal mio libro: - Odore di Perù -

"Cosa significa la parola Pasqua? Vuol dire passo o passaggio a nuova vita, alla liberazione per il popolo ebraico dalla schiavitù dell'Egitto."

Con queste parole padre Claudio iniziò la Santa Messa di Pasqua nel cortile davanti la chiesa di Calapuja, incendiando la legna accatastata nel mezzo della corte, celebrando così il rito del fuoco che brucia il vecchio purifica e trasforma: dalle ceneri nascerà nuova vita. 

A quelle parole qualcosa risuonò dentro di me. Anch'io mi trovavo a vivere il mio passo. In quel momento ebbi la consapevolezza di essere in una fase importante di passaggio della mia vita. Stavo vivendo la mia Pasqua. Il viaggio era il mio passo.

Da un grande cero acceso che Fernando teneva in mano ogni persona passava ad accendere una candela ed entrava in chiesa disponendosi in silenzio sui banchi. La fiamma simboleggiava la Luce che illuminava la via. Tutti i bambini si disposero intorno l'altare.

Davanti a me l'immagine bellissima di tutta quella gente nei suoi abiti migliori, raccolta e attenta, i canti dei bimbi che si alternavano alle parole di padre Claudio sempre coinvolgenti e dirette e tutti quei lumi accesi. Percepivo una vibrazione intensa all'interno del piccolo tempio, qualcosa di forte e profondo univa la comunità andina di Calapuja ed io ne ero parte.

Assorta nell'atmosfera di preghiera, intrisa nell'intenso odore di Perù mescolato all'incenso mi sentivo dilatata espansa fusa nell'insieme di persone apparentemente così diverse e in realtà così simili e in quel momento, che andava oltre le sensazioni i pensieri le emozioni e l'energia, vibravo pulsavo amore. 

Come un richiamo il mio sguardo si spostò verso due intensi occhi neri di bambino. Stava seduto dall'altra parte dell'altare di fronte a me e mi guardava sorridente. Claudio celebrò l'Eucarestia. Sentivo una spinta interna, una pulsione forte a unirmi alla gente, a mescolarmi a loro.

Mi diressi verso il centro della chiesa davanti l'altare dove il sacerdote porgeva la particola, mi mescolai alle persone in attesa del mio turno per ricevere la comunione. Fra la calca mi accorsi di una presenza ormai familiare, molto vicina, mi girai e vidi il solito bimbetto dietro di me che in silenzio mi accompagnava.

Raggiunsi nuovamente il banco e il bimbo mi seguì. Mi sedetti e lo presi sulle ginocchia avvolgendo la morbida creatura tra le mie braccia. Una profonda tenerezza s'impossessò di me. Sentii le lacrime salirmi agli occhi e un nodo serrarmi la gola.


Creiamo cuore - Articolo/Riflessione



Quando qualcosa muore fa un sacco di rumore. Questo è un modello di mondo basato sulla paura che ci mette in trappola creando separazioni con tutto e tutti. Qualcuno ha scritto - Ciò a cui resisti persiste - se resisti a qualcosa che ritieni sbagliato in realtà la rafforzi.

Creiamo cuore.


Siamo in una mente globale, questo a causa delle molteplici informazione che riceviamo via web e purtroppo le notizie sono molto spesso manipolate allo stesso modo col fine di trasmetterci un senso di inadeguatezza, sensi di colpa e paura. 


Creiamo cuore.


Sottoposti quotidianamente ad un bombardamento di numeri senza nessun tipo di dettaglio e spiegazione, sembra che oggi ci si ammali e si muoia solo di Covid, le altre cause di malattia e morte sono scomparse o forse parte della raccolta dei numeri, chissà.


Creiamo cuore.


In poco più di un anno la vita di tutto l'occidente è precipitata nell'oblio, senza più memoria storica, senza più identità. A colpi di look down sta morendo il nostro tessuto sociale ed economico, la cultura e le tradizioni che hanno caratterizzato e contraddistinto il nostro territorio nel mondo e ancor di più sta morendo la nostra psiche. Dobbiamo trovare rimedio, nessuno si prenderà cura di noi. 


Creiamo cuore.


Reclamiamo il nostro essere e la nostra libertà, è un nostro diritto, il diritto primario alla vita perché non può esserci né vita né salute senza libertà, e per salute s'intende uno stato d'integrità psico fisico. 


Creiamo cuore.


Ci hanno messo gli uni contro gli altri, c'è chi sostiene quello che i media mainstream riportano e pubblicano con i loro perversi messaggi sublimali e poi ci sono gli eretici, meglio ancora i negazionisti (orribile quanto fuorviante aggettivo che ci riporta allo Shoah) ossia chi si discosta dal pensiero unico dominante e cerca differenti punti di vista, li confronta e sviluppa un senso critico sempre maggiore e non vuole soccombere ad un potere globalista e oligarchico. 


Creiamo cuore.


Si, bisogna creare un cuore globale, imparare a condividere sane informazioni, imparare nuovamente a comunicare tra di noi, ad aiutarci, a non temerci, a non vedere l'altro come un possibile untore, colui che ci può trasmettere il virus, perché è così che ci vogliono: separati isolati soli e impauriti, facili da controllare e dirigere.


Creiamo cuore.


Siamo in un cambio di paradigma, qualcosa sta morendo mentre altro sta nascendo. Il senso di separazione scarsità menzogna limitazione sta morendo, per questo c'è tanto rumore. 


Creiamo cuore.


Viviamo in un campo si abbondanza, apriamo il cuore e impariamo a guardare con occhi nuovi. L'universo è espansione è progressione, tutto si dirige verso frequenze più alte. Finché ci sono forme di pensiero di mancanza limitazione e scarsità, questo sperimenterà la nostra coscienza fintanto che non si sveglierà. 


Creiamo cuore.


Vuoi un mondo migliore? Quando vivi per qualcosa di più grande della tua piccola vita ti togli tutte le ansie. Se vivi nel tuo piccolo mondo sei imballato in un piccolo pacchetto, ma se vivi per una vita più grande tutta la vita è dalla tua parte, sei a sua disposizione. 


Creiamo cuore.


Noi scegliamo di venire al mondo per condividere determinati doni e talenti per creare la differenza nel mondo. E allora? Ognuno con le proprie possibilità, chiediamoci: come posso donare il mio talento al mondo? Cosa ho da offrire per il bene comune?


Creiamo cuore.

Un nuovo umanesimo, questa la speranza - Racconto breve -



Sarà la nebbia sarà la pioggia di questi giorni, sarà che sto organizzando il mio rientro in Italia, una sorta di malinconia mi pervade. C'è bellezza nella malinconia, morbidezza, lentezza, sensualità. Alla mia nascita mi fu regalato da una signora americana cliente del mio papà un piccolo monile d'oro da appendere ad una catenina raffigurante dio Shiva. Non so se la signora in questione sapesse quale fosse il potere attribuito a questa divinità induista, la mia famiglia per certo no. 


E per lungo tempo nemmeno io che una volta cresciuta decisi di venderlo insieme ai miei piccoli gioielli ricevuti in dono, secondo tradizione di quegli anni, da battesimo comunione e cresima per racimolare qualche soldo. Fatto sta che quel dono di nascita rappresentò quella che sarebbe stata l'energia spirituale che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita: un continuo cambiamento che avrebbe messo sottosopra la mia vita molte volte. 


Il cambia-mento rappresenta l'opportunità di cambiare la mente, di andare oltre i limiti, di conoscere se stesso attraverso nuove esperienze sempre più libero da schemi e sovrastrutture mentali e sociali. 


Ho capito negli anni che non mi interessa rimanere dentro una zona confort, anche se faticosamente guadagnata, la curiosità e la sfida a superare i miei limiti mi hanno spinta ogni volta a cercare nuovi orizzonti, a vedere la vita da prospettive diverse e a fare esperienze abbracciando la vita e quello che poteva offrirmi. Non ho mai agito seguendo un impulso, l'intuizione era ed è la mia guida, e di lei ho imparato sulla mia pelle a fidarmi. 


Cammino vicino l'oceano e ne ascolto la vibrazione, quella profonda, che è un suono grave che mi scuote dentro con una potente energia che un pò m'inquieta, ma in superficie altri suoni vibrano come un'orchestra completa di stringhe e fiati in accordo tra il sibilo del vento e il chiassoso fragore delle onde che si infrangono a riva e lo strillare dei gabbiani. 


Ci sono altre curiose piccolissime creature che passeggiano in gruppetti frettolosi sulla riva, hanno il piumaggio bianco che riflette i bagliori argentei della luce e della spumosa onda che si allunga leggera sulla sabbia dorata e in quel mentre spiccano il volo insieme, come una squadriglia, per atterrare alcuni metri più in là e riprendere a zampettare speditamente. 


Amo il vento che qui in questi luoghi mi ha spazzolato per bene. C'è quello lieve che ti accarezza il volto e la pelle e ti solleva i capelli come avessero vita propria mentre danzano l'aria; c'è il vento di ponente umido e freddo che quando piove ti porta via l'ombrello e il cappello che hai in testa e ti investe con gettiti di pioggia fitti che in pochi minuti sei bagnato fradicio. 


Poi c'è il vento di levante, che raggiunge e supera i 50 km orari, secco e forte soffia la sabbia verso l'oceano e se sei sulla spiaggia ogni minuscolo granello di sabbia diventa una piccola lama che ti frusta la pelle e fa male, non lo puoi sopportare se non sei completamente vestito. 


Una volta camminando tra i vicoli del villaggio una raffica di levante mi ha preso gli occhiali dal naso e fatti volare per qualche decina di metri ed io a rincorrerli fino a che sono atterrati rovinosamente sul lastricato scheggiando le due lenti. Comunque sia, il vento libera la mia mente dai pensieri e tutto diventa più leggero, danzante. 


Non ho fatto molti amici qui, l'emergenza sanitaria e i numerosi look down hanno costretto tutti nelle proprie case, la paura del contagio ha coinvolto anche gli andalusi che per natura sono molto socievoli e festaioli. Ognuno raccolto nella propria mascherina, pochissime le occasioni di socializzare se non per qualche saluto frettoloso in incontri casuali. 


Nonostante stia bene a vivere da sola e mi piaccia il silenzio, dopo un anno di isolamento forzato sento la necessità di umanesimo, di scambiare pensieri e cibo e risate e parole e abbracci con qualche umano a me simile. Ho compreso quanto sia importante e bella per me la lingua italiana per poter comunicare profondamente e discutere insieme. Voglio tornare in Italia anche per questo. Nonostante applichi la lingua scrivendo, e da quando sono qui in Andalusia ne ho scritto di cose, sono consapevole che essere a contatto anche fisicamente per creare comunicazione beh sia un'altra esperienza molto più intensa e ricca. 


Il momento storico in cui ci troviamo da oltre un anno è drammatico, i governi sopratutto dell'occidente hanno esercitato un potere forte per controllare l'epidemia virale limitandoci quasi totalmente nelle nostre azioni e privandoci di tanti diritti fondamentali tanto che l'economia è al collasso con milioni di persone senza lavoro e decine di migliaia di piccole attività italiane finora chiuse. Per non parlare dei bambini, vittime di un sistema che compromette terribilmente uno sviluppo sano ed equilibrato. 


Governati da incapaci abbarbicati alle poltrone sembra non ci sia più futuro per gli umani ormai schiavizzati da banche e multinazionali potentissime, industrie farmaceutiche che fanno a gara per mettere in commercio i nuovi vaccini (non completamente testati) per "debellare" questo virus che, secondo moltissimi medici che si sono adoperati gratuitamente onorando il giuramento a Ippocrate, basterebbe una terapia domiciliare tempestiva ed efficace per contrastarlo. 


I nuovi potenti della terra sono coloro che appartengono alla Grande Finanza personaggi senza etica né morale arricchiti a dismisura in quest'anno di grande sofferenza per i più e che si dice abbiano una grande influenza sui governi del mondo e sulla diffusione del pensiero unico mediatico. Per costoro l'unico dio è il denaro e il nuovo paradiso è la sede del potere di controllo su l'umanità, disumanizzandola. Dobbiamo svegliarci! 


Intanto l'oceano continua e continuerà il suo perpetuo andamento dettato dai venti e dalle maree e sarà sempre uno spettacolo! Ad esso poco interesserà cosa ne sarà dell'umanità disumanizzata e infelice, sacrificata al volere di pochi potenti senza anima né coscienza. La natura tutta continuerà il suo corso di auto-trasformazione, di rinascita perpetua. 


Ed eccomi nuovamente nel cambiamento, sulla via di ritorno al mio Paese, alla mia città d'origine, con la speranza di poter essere, nel mio piccolo, parte viva di un processo collettivo di risveglio ad un nuovo umanesimo. Ce la dobbiamo fare, siamo i molti. 

Spagna, Baia di Cadiz - Inseguendo i miti - Racconto breve -





Scrosci improvvisi e violenti si abbattono sul villaggio inondando i vicoli ciottolosi; non ci sono passanti quando piove, la gente resta in casa, alcune botteghe non aprono. Qui, nel sud andaluso, la pioggia è un fenomeno abbastanza raro e nei lunghi mesi caldi ventosi e secchi tutti ne parlano e l'aspettano come un evento benefico. Non c'è negozio che venda ombrelli qui al paese, forse perché la pioggia è sempre accompagnata da folate di vento così forti che non c'è nulla che riesca a ripararti. 

L'inverno è duro qui in Andalusia, le case non hanno impianti di riscaldamento, se si è fortunati si può trovare una stufa a legna in cucina o nel salotto e nelle case del casco antiguo gli infissi sono spesso così malconci con i vetri sottili alle finestre che la temperatura interna facilmente è molto vicina a quella esterna se non più bassa. La musica mi accompagna sempre, quando sono in casa mi piace molto ascoltare Beethoven e quando sono sulla spiaggia ascolto l'oceano e il vento e qualcosa di me che sempre mi risuona. 

C'è una umanità particolarmente silenziosa che quasi non noteresti se non fosse per lo stile inconfondibile che mi rimanda a qualcosa di già visto negli anni '70. La spiaggia di el Palmar, come tutte le altre spiagge della costa tra Tarifa e Cadiz, per almeno dieci mesi all'anno sono animate dai surfisti che migrano da tutta Europa, a parte luglio e agosto in cui le spiagge di tutta la baia di Cadiz sono prese d'assalto dal turismo chiassoso. 



Alcuni vecchi furgoni Volksvaghen, reliquie dei 'figli dei fiori', rimessi a nuovo e attrezzati come una piccola casa viaggiante o vecchi camper ripristinati e colorati di graffiti sulle fiancate messaggiano uno stile di vita lento e in armonia con l'oceano. Arrivano in molti sopratutto nei weekend o durante le festività natalizie e pasquali, alcuni di loro rimangono per lunghi periodi. Molti sono con famiglia e bambini al seguito a cui si dedicano ad insegnare fin dalla tenera età come rimanere in equilibrio sulla tavola da surf. 

Sono ancora loro, i mitici surfisti hippy seguaci della contro cultura in ricerca di uno stile ideale di vita fondato sul sentimento di pace e la ricerca di 'espansione della coscienza', in sintonia con l'oceano il creato e il Creatore. Sono sopratutto uomini, giovani e non più, poche le donne che praticano questo sport; i loro corpi sono perennemente abbronzati, portano i capelli lunghi sbiaditi dal sole e fumano erba, così si racconta da queste parti. 

Li scorgo ciascuno per proprio conto a praticare lo yoga tra le dune della spiaggia prima di cavalcare le onde sulle orme del mitico John Peck, leggenda vivente del surf californiano che coniugava la cultura del surf con la cultura da spiaggia in uno stile di vita salutistico e in comunicazione con Dio, così lui diceva. 


I surfisti hippy inseguono il mito dei primi surfisti, gente che viaggiava e si spostava in continuazione da un posto a un altro attraversando Paesi nella ricerca delle onde migliori e che abbandonavano quando diventavano troppo popolari e affollati di gente che non aveva niente a che vedere con il loro stile di vita. Questo peregrinare si avvicinava allo stile di vita gitano. Oggigiorno molti di loro vivono ancora lo stesso mondo nomade. 

Ha smesso di piovere e uno spiraglio di luce s'intravede dalla finestra mentre squarcio di azzurro mi fa sperare di poter raggiungere la spiaggia già domani. Amo il contatto con l'oceano e il cielo infinito mi danno respiro e un invito ad percepirmi in ogni cosa e ovunque. Freya è nuovamente attiva con la pallina che mi appoggia sulle ginocchia arretra un pochino e mi guarda scodinzolando giochiamo? 

L'Oceano porta a riva anche le barche dei migranti, il Marocco è a non più di qualche ore di navigazione. Abbandonate nei tratti di spiaggia più selvaggi s'incontrano delle vecchie barche di legno che i giovani del luogo tirano vicino le dune di sabbia e poi si divertono con i graffiti. 

Restano poi lì sulla spiaggia come messaggeri di una umanità che, costretta dalla miseria delle ingiustizie e delle guerre, non vede altro futuro se non buttarsi per mare rischiando la vita tra i flutti dell'oceano inseguendo il mito di un occidente più evoluto e generoso. Alcuni ce la fanno altri no. 

Ecco che l'Oceano è anche questo, una energia complessa di elementi che si compenetrano gli uni agli altri, e se ben ascolto posso percepire anche gli echi di tante anime in viaggio nell'aldilà costrette anzitempo ad interrompere i propri sogni di una nuova vita oltreoceano.