La danza come gioia di vivere - Articolo/Riflessione -


Siamo dentro una civiltà totalmente materialistica in cui l'essere umano non viene più considerato come tale, non più al centro della vita ma omogeneizzato tra dati informatici e statistiche. L'intelligenza artificiale ha il sopravvento  e il controllo sulle facoltà mentali più elevate che sono in grado di discernere il giusto dall'errore, il buono dal cattivo e un pensiero etico, che miri al rispetto dei propri valori e del proprio comportamento sia a livello sociale che interpersonale. 


Questa società ci vuole impauriti, terrorizzati ora dalla pandemia, prima dallo straniero, dall'immigrato, per dominarci e controllarci, come in una grande Matrix, ci vuole senza coscienza e senza facoltà intellettive, intrappolati nel distanziamento sociale, volti alla solitudine, sempre più spenti, senza più gioia di vivere.


Se sentiamo ancora un barlume di speranza, prendiamo con coraggio la nostra vita per mano e affrontando le paure guardandole, osservandole, potremmo così accorgerci che esse non sono reali, sono solo nei nostri pensieri come frutto di condizionamenti sociali, culturali, pensieri comuni dominanti o semplicemente condizionamenti di esperienze dolorose vissute. Le paure non sono Reali, sono solo paure che ci tolgono la Gioia di Vivere.


Non può esserci gioia di vivere se non c'è salute e per salute s'intende una chiara connotazione positiva d'armonia tra corpo sano, mente serena e spirito elevato. La salute ha bisogno di un atteggiamento dinamico, di un costante tendere ad un equilibrio ottimale.


Non possiamo pensare che il corpo fisico possa essere in salute se non ci prendiamo cura anche della nostra sfera mentale e spirituale. I nostri pensieri creano il nostro corpo, come già affermavano filosofi, dottori e scienziati fin dall'antichità. Il rispetto della propria natura è fondamentale per vivere in armonia e in salute e richiede un certo impegno.


La salute è il campo in cui tutte le potenzialità latenti di un individuo possono farsi strada ed esprimersi liberamente, perché in armonia con tutti gli altri elementi che compongono la persona. L'armonia è la caratteristica principale della salute, l'equilibrio cioè delle energie fondamentali che compongono la nostra mente e il nostro corpo.


La gioia di vivere è una vibrazione interiore di un'energia che fluisce in tutto il nostro essere, sia fisico che mentale e che ci fa provare gratitudine verso la vita; 

tale gioia c'infonde d'entusiasmo tanto che i nostri movimenti diventano espressione creativa di una danza al ritmo dello spirito, consapevoli che non possiamo sprecare l'opportunità di vivere che ci è stata donata. La nostra vita può fare la differenza.


Danziamo la vita al ritmo dello spirito, insieme, danziamo al ritmo che c'è in ognuno di noi.


 

Occhi, specchio dell'anima - Articolo



Si narra fin dall'antichità che gli occhi racchiudano in se l'anima e un incontro di sguardi diretto, sincero e compassionevole, può rivelare oggi molto dell'altro oltre che di noi stessi. 

Per gli antichi egizi gli occhi rappresentavano la massima espressività dell'anima, per questo amavano dipingerne il contorno con del colore nero, ricavato da alcuni metalli addizionati a dei grassi per poterlo spalmare con un bastoncino, tracciando una linea dall'angolo interno dell'occhio all'angolo esterno fino alla tempia. La funzione era sia decorativa che di protezione, cioè metteva in risalto l'anima racchiusa nello sguardo e la proteggeva dalle insidie esterne.


Anche nella cultura induista le donne amano ancora oggi tracciare il contorno dei loro occhi con il Kajal nero e non solo per un fatto estetico, come ho potuto osservare nei miei viaggi in Oriente, ma con l'intento di proteggere l'anima racchiusa nello sguardo dalle influenze malvagie, tanto che la pratica viene fatta anche sugli occhi dei bambini.


Gli occhi specchio dell'anima, molti sono i poeti che hanno celebrato l'anima contenuta in uno sguardo......


Estratto di un racconto che è parte di una nuova pubblicazione edito da Youcanprint. E' acquistabile da dicembre 2025 in www.youcanprint.it e molte altre piattaforme. Possibile richiederlo nelle librerie, in Italia e nel mondo. 


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dall'Anima al Mondo: 

storie di Vita, Libertà interiore e Guarigione



L'anima è la nostra dimora; i nostri occhi sono le sue finestre, 

e le nostre parole i suoi messaggeri.


Kahlil Gibran


Fotografia dal mio viaggio in India



Siate Dei. Articolo/Riflessione


In questi nuovi giorni nella mia città d'origine ho potuto rendermi conto dell'energia che ricopre la città e inonda i pensieri della gente che la abita. Anche la mia energia è stata in parte catturata da una pesantezza che avevo scordato nel tempo in cui solo l'oceano è stato il mio confidente. Ho faticato i primi giorni a tirarmi fuori dalla tempesta di pessimismo che riveste anche le mura silenti dei palazzi storici.


Ho anche potuto incontrare qualche sorriso sincero amicale di benvenuto e qualche scambio di pensiero profondo di persone che comunque sono in ricerca di una Verità altra da quella narrata.


Inaspettato mi è il quasi silenzio che echeggia tra le mura della città antica lasciandomi nella percezione di surreale, fantasmagorico, qualcosa di inimmaginabile tempo addietro. Ogni volta che esco in strada con la mia mascherina tra le mani per poi indossarla al primo sguardo impaurito e ostile che incontro mi chiedo: ma è vero? 


Dalla finestra dello studio soppalco situata sopra la scrivania osservo dei nuvoloni scuri e minacciosi che si muovono nel cielo raramente così terso e blu come in questi giorni freddi di inizio aprile. 


Ho ripreso tra le mani un vecchio scritto di Anton Ponce de Leon Paiva che racconta la sua iniziazione con un Maestro spirituale quechua. E mi ricollego alla fortunata esperienza personale con l'antropologo di Cuzco Don Juan Nunez Dal Prado vissuta anni fa nei suoi seminari italiani al fine di trasmettere la tradizione spirituale andina.


L'antica tradizione spirituale quechua insegna che solo quando si avrà preso coscienza della propria vera natura si potrà vivere pienamente in libertà ed  Essere Sè stesso. Il Noccan Kan è l'Io Sono.


Siate Dei.


Se vogliamo evolverci dovremo praticare il Noccan Kan, imparando a trascendere la nostra vita sulla Terra. Comunemente le persone si identificano col proprio corpo fisico, con la materia, dimenticando che dentro questo corpo, questo tempio che chiamiamo corpo, c'è lo Spirito di Dio.


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Creiamo cuore - Articolo/Riflessione



Nascendo in questo mondo cadiamo nell'illusione dei sensi, credendo a ciò che appare. E così ci assale la paura, dimenticando che siamo divini e che possiamo modificare il corso degli eventi.

Creiamo cuore.

Siamo quotidianamente sottoposti a un bombardamento di numeri senza alcun tipo di dettaglio o spiegazione. Sembra che oggi ci si ammali e si muoia solo di Covid; le altre cause di malattia e morte sono scomparse o forse nascoste nella raccolta dei numeri che ogni mattina vengono enunciati dai media nazionali, chissà.


Creiamo cuore.


In poco più di un anno la vita di tutto l'occidente è precipitata nell'oblio, senza più memoria storica, senza più identità. A colpi di look down sta morendo il nostro tessuto sociale ed economico, la cultura e le tradizioni che hanno caratterizzato e contraddistinto il nostro territorio nel mondo e ancor di più sta morendo la nostra psiche. Dobbiamo trovare rimedio, nessuno si prenderà cura di noi. 


Creiamo cuore.


Reclamiamo il nostro essere e la nostra libertà, è un nostro diritto, il diritto primario alla vita perché non può esserci né vita né salute senza libertà, e per salute s'intende uno stato d'integrità psico fisico. 


Creiamo cuore.


Ci hanno messo gli uni contro gli altri, c'è chi sostiene quello che i media mainstream riportano e pubblicano con i loro perversi messaggi sublimali e poi ci sono gli eretici, meglio ancora i negazionisti (orribile quanto fuorviante aggettivo che ci riporta allo Shoah) ossia chi si discosta dal pensiero unico dominante e cerca differenti punti di vista, li confronta e sviluppa un senso critico sempre maggiore e non vuole soccombere ad un potere globalista e oligarchico. 


Creiamo cuore.


Si, bisogna creare un cuore globale, imparare a condividere sane informazioni, imparare nuovamente a comunicare tra di noi, ad aiutarci, a non temerci, a non vedere l'altro come un possibile untore, colui che ci può trasmettere il virus, perché è così che ci vogliono: separati isolati soli e impauriti, facili da controllare e dirigere.


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l'oceano e il vento dentro di me - Racconto breve -



Sarà la nebbia sarà la pioggia di questi giorni, sarà che sto organizzando il mio rientro in Italia, una sorta di malinconia mi pervade. C'è bellezza nella malinconia, morbidezza, lentezza, sensualità. Alla mia nascita mi fu regalato da una signora americana cliente del mio papà un piccolo monile d'oro da appendere ad una catenina raffigurante dio Shiva. Non so se la signora in questione sapesse quale fosse il potere attribuito a questa divinità induista, la mia famiglia per certo no. 


E per lungo tempo nemmeno io che una volta cresciuta decisi di venderlo insieme ai miei piccoli gioielli ricevuti in dono, secondo tradizione di quegli anni, da battesimo comunione e cresima per racimolare qualche soldo. Fatto sta che quel dono di nascita rappresentò quella che sarebbe stata l'energia spirituale che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita: un continuo cambiamento che avrebbe messo sottosopra la mia vita molte volte. 


Il cambia-mento rappresenta l'opportunità di cambiare la mente, di andare oltre i limiti, di conoscere se stesso attraverso nuove esperienze sempre più libero da schemi e sovrastrutture mentali e sociali. 


Ho capito negli anni che non mi interessa rimanere dentro una zona confort, anche se faticosamente guadagnata, la curiosità e la sfida a superare i miei limiti mi hanno spinta ogni volta a cercare nuovi orizzonti, a vedere la vita da prospettive diverse e a fare esperienze abbracciando la vita e quello che poteva offrirmi. Non ho mai agito seguendo un impulso, l'intuizione era ed è la mia guida, e di lei ho imparato sulla mia pelle a fidarmi. 


Cammino vicino l'oceano e ne ascolto la vibrazione, quella profonda, che è un suono grave che mi scuote dentro con una potente energia che un pò m'inquieta, ma in superficie altri suoni vibrano come un'orchestra completa di stringhe e fiati in accordo tra il sibilo del vento e il chiassoso fragore delle onde che si infrangono a riva e lo strillare dei gabbiani. 


Ci sono altre curiose piccolissime creature che passeggiano in gruppetti frettolosi sulla riva, hanno il piumaggio bianco che riflette i bagliori argentei della luce e della spumosa onda che si allunga leggera sulla sabbia dorata e in quel mentre spiccano il volo insieme, come una squadriglia, per atterrare alcuni metri più in là e riprendere a zampettare speditamente. 


Amo il vento che qui in questi luoghi mi ha spazzolato per bene. C'è quello lieve che ti accarezza il volto e la pelle e ti solleva i capelli come avessero vita propria mentre danzano l'aria; c'è il vento di ponente umido e freddo che quando piove ti porta via l'ombrello e il cappello che hai in testa e ti investe con gettiti di pioggia fitti che in pochi minuti sei bagnato fradicio. 


Poi c'è il vento di levante, che raggiunge e supera i 50 km orari, secco e forte soffia la sabbia verso l'oceano e se sei sulla spiaggia ogni minuscolo granello di sabbia diventa una piccola lama che ti frusta la pelle e fa male, non lo puoi sopportare se non sei completamente vestito. 


Una volta camminando tra i vicoli del villaggio una raffica di levante mi ha preso gli occhiali dal naso e fatti volare per qualche decina di metri ed io a rincorrerli fino a che sono atterrati rovinosamente sul lastricato scheggiando le due lenti. Comunque sia, il vento libera la mia mente dai pensieri e tutto diventa più leggero, danzante. 



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Spagna, Baia di Cadiz - Inseguendo i miti - Racconto breve -





Scrosci improvvisi e violenti si abbattono sul villaggio inondando i vicoli ciottolosi; non ci sono passanti quando piove, la gente resta in casa, alcune botteghe non aprono. Qui, nel sud andaluso, la pioggia è un fenomeno abbastanza raro e nei lunghi mesi caldi ventosi e secchi tutti ne parlano e l'aspettano come un evento benefico. Non c'è negozio che venda ombrelli qui al paese, forse perché la pioggia è sempre accompagnata da folate di vento così forti che non c'è nulla che riesca a ripararti. 

L'inverno è duro qui in Andalusia, le case non hanno impianti di riscaldamento, se si è fortunati si può trovare una stufa a legna in cucina o nel salotto e nelle case del casco antiguo gli infissi sono spesso così malconci con i vetri sottili alle finestre che la temperatura interna facilmente è molto vicina a quella esterna se non più bassa. La musica mi accompagna sempre, quando sono in casa mi piace molto ascoltare Beethoven e quando sono sulla spiaggia ascolto l'oceano e il vento e qualcosa di me che sempre mi risuona. 

C'è una umanità particolarmente silenziosa che quasi non noteresti se non fosse per lo stile inconfondibile che mi rimanda a qualcosa di già visto negli anni '70. La spiaggia di el Palmar, come tutte le altre spiagge della costa tra Tarifa e Cadiz, per almeno dieci mesi all'anno sono animate dai surfisti che migrano da tutta Europa, a parte luglio e agosto in cui le spiagge di tutta la baia di Cadiz sono prese d'assalto dal turismo chiassoso. 



Alcuni vecchi furgoni Volksvaghen, reliquie dei 'figli dei fiori', rimessi a nuovo e attrezzati come una piccola casa viaggiante o vecchi camper ripristinati e colorati di graffiti sulle fiancate messaggiano uno stile di vita lento e in armonia con l'oceano. Arrivano in molti sopratutto nei weekend o durante le festività natalizie e pasquali, alcuni di loro rimangono per lunghi periodi. Molti sono con famiglia e bambini al seguito a cui si dedicano ad insegnare fin dalla tenera età come rimanere in equilibrio sulla tavola da surf. 

Sono ancora loro, i mitici surfisti hippy seguaci della contro cultura in ricerca di uno stile ideale di vita fondato sul sentimento di pace e la ricerca di 'espansione della coscienza', in sintonia con l'oceano il creato e il Creatore. Sono sopratutto uomini, giovani e non più, poche le donne che praticano questo sport; i loro corpi sono perennemente abbronzati, portano i capelli lunghi sbiaditi dal sole e fumano erba, così si racconta da queste parti. 

Li scorgo ciascuno per proprio conto a praticare lo yoga tra le dune della spiaggia prima di cavalcare le onde sulle orme del mitico John Peck, leggenda vivente del surf californiano che coniugava la cultura del surf con la cultura da spiaggia in uno stile di vita salutistico e in comunicazione con Dio, così lui diceva. 


I surfisti hippy inseguono il mito dei primi surfisti, gente che viaggiava e si spostava in continuazione da un posto a un altro attraversando Paesi nella ricerca delle onde migliori e che abbandonavano quando diventavano troppo popolari e affollati di gente che non aveva niente a che vedere con il loro stile di vita. Questo peregrinare si avvicinava allo stile di vita gitano. Oggigiorno molti di loro vivono ancora lo stesso mondo nomade. 

Ha smesso di piovere e uno spiraglio di luce s'intravede dalla finestra mentre squarcio di azzurro mi fa sperare di poter raggiungere la spiaggia già domani. Amo il contatto con l'oceano e il cielo infinito mi danno respiro e un invito ad percepirmi in ogni cosa e ovunque. Freya è nuovamente attiva con la pallina che mi appoggia sulle ginocchia arretra un pochino e mi guarda scodinzolando giochiamo? 

L'Oceano porta a riva anche le barche dei migranti, il Marocco è a non più di qualche ore di navigazione. Abbandonate nei tratti di spiaggia più selvaggi s'incontrano delle vecchie barche di legno che i giovani del luogo tirano vicino le dune di sabbia e poi si divertono con i graffiti. 

Restano poi lì sulla spiaggia come messaggeri di una umanità che, costretta dalla miseria delle ingiustizie e delle guerre, non vede altro futuro se non buttarsi per mare rischiando la vita tra i flutti dell'oceano inseguendo il mito di un occidente più evoluto e generoso. Alcuni ce la fanno altri no. 

Ecco che l'Oceano è anche questo, una energia complessa di elementi che si compenetrano gli uni agli altri, e se ben ascolto posso percepire anche gli echi di tante anime in viaggio nell'aldilà costrette anzitempo ad interrompere i propri sogni di una nuova vita oltreoceano.