Ladakh - GOMPA HEMIS (Monastero di Hemis)


Monastero di Hemis, la statua alta 8 metri di Padmasanbhava, Guru Rimpoche, 
fondatore del buddismo tibetano

Il Gompa di Hemis fu costruito intorno i primi decenni del 1600 sotto l'Egidio del re 
Sengee Namgyal, il più illustre monarca del Ladakh.

Fu il saggio monaco, venerato dal re Sengee Namgyal, Stag-tsang-ras-pa appartenente al subordine 
dei Drukpa della scuola Kagyupa del buddismo tibetano, a far diventare Drukpa la religione di stato 
del Ladakh e Hemis il suo principale monastero.

Il re Sengee Namgyal donò al monastero diverse proprietà terriere e altri re succedutasi fecero lo stesso, cosicché Hemis divenne per lungo tempo il monastero più ricco del Ladakh.
Questa ricchezza aumentò quando altri Gompa portarono i loro tesori qui per sicurezza.
Infatti la sua posizione defilata lo ha preservato dalle innumerevoli incursioni e saccheggi che hanno distrutto gran parte dei monasteri circostanti nel corso della storia.

Uno dei tesori più controversi appartenenti ad Hemis è il Jesus Scroll, un manoscritto tibetano tradotto dall'antica lingua indiana Pali, che racconta la storia di Gesù Cristo e il suo soggiorno in India. Un viaggiatore russo, Nicholas Notovitch, scrisse per la prima volta dei rotoli nel 1894,
 nel suo libro "La vita sconosciuta di Gesù"




Molti sono i murales ancora ben conservati, bellissime statue di Buddha nelle sue molteplici manifestazioni e Thankas sacre sono custodite con cura.
Nei Templi e nel ricco museo non è permesso fotografare.





La grande Ruota di preghiera





















Ladakh - LACHUTSE (la valle dei rabarbari)

Siamo circa a 4200 metri e da Kanji percorriamo Lachutse, la valle dei rabarbari, per la prima passeggiata in quota. Il fiato è corto, devo rallentare il passo. Il paesaggio mi estasia. La luce nitida accende di mille colori le pareti rocciose delle vette himalayane, creando un dolce contrasto con il verde brillante delle coltivazioni d'orzo. Il vento canta il silenzio.


                                                                    




                                                                        







Porta d'ingresso del piccolissimo Tempio Lachutse. 

Fino a qualche anno fa abbandonato oggi è riportato in vita grazie 

allo sforzo della popolazione locale.

Bellezza e quiete sulle acque del Mekong




Viaggiare in Laos vuol dire sopratutto per fiumi.  

  Il Mekong e i suoi generosi affluenti attraversano paesaggi immensi e rigogliosi.

Uno spettacolo che la natura offre, dall'alba al tramonto, a chi sceglie di spostarsi con lentezza; immergendosi in visioni, ritmo e suoni che riportano l'essere all'ascolto interiore, cullato dalle grandi distese d'acqua. 

Il ritmo del viaggio si armonizza così col battito del cuore.















 

Ayurveda e Respiro Yoga

 


Seminari di Ayurveda e Respiro Yoga 
(a Vicenza)

L'Ayurveda è la scienza della conoscenza della vita ed è una delle più antiche visioni filosofiche scientifiche della natura giunte fino a noi. Un patrimonio inestimabile di conoscenza sulla vita, sull'essere umano. 
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Marina Magro formata presso la Scuola di Medicina Ayurvedica di Milano, impegnata nel cammino di crescita spirituale esprime le sue competenze nel massaggio e conducendo seminari per diffondere l'Ayurveda.



India, a Vijayawada in un giorno qualsiasi (breve racconto)


Un gruppetto di case sparse in qualche ettaro di terreno tra verdissime e rigogliose aree verdi che costeggiano i viali di terra rossa troppe volte allagati dalle violenti piogge monsoniche. In ogni casa vivono quaranta o cinquanta bambini o bambine dai pochi giorni di vita ai quindici anni e la sveglia per tutti loro, eccezione per i piccolissimi della nursery che hanno ritmi propri, è alle sei e mezza della mattina.

La mom dà la sveglia nella propria casa ai pargoli che vi abitano. Lentamente, nella calura afosa mattutina, le quattro mura si animano di voci assonnate e passi lievi che ben presto diventano toni stridenti di richiami, confusione di movimenti, acqua che scorre nelle docce, porte dei gabinetti che sbattono. Tutti i piccoli abitanti della casa si prestano per una buona mezzora a rassettare e pulire e poi tutti seduti a terra nella sala comune per la preghiera recitata a voce alta come una tiritera che in qualche modo concilia gli animi all’inizio di un nuovo giorno.


Poi, in silenzio fuori nel cortile, tutti i bambini si mettono in fila e si avviano alla caffetteria per la colazione: riso con uova e una tazza di latte, quanto necessario per integrare un po’ di nutrimento ed energia. L’ultima ripassata al libro di studio e poi alle nove e un quarto la scuola comincia. Sembrano tanti soldatini nella loro divisa a quadretti verde e bianca e mentre li guardo sfilare in ordine di altezza con le cartelle troppo grandi appese alle spalle incontro i volti illuminati, non solo dal sole, e nelle loro voci uno zampillo di gioia: “good morning mom”.


Pochi passi oltre il cancello del villaggio se ne apre un altro sul cortile della scuola che accoglie anche i bambini del villaggio che si sviluppa alle spalle di D. home, bambini poverissimi ma che ancora hanno una famiglia.

Lentamente il villaggio/orfanotrofio si svuota dei suoi giovani abitanti; rimangono le mom, le donne che fanno servizio di pulizia, gli uomini che mantengono i giardini e le aiuole sempre in ordine e il personale dell’ufficio che meticolosamente scheda ogni singolo bambino con foto e dettagli di salute e malattia, provenienza, eventuali seppur rari dati anagrafici e nome dello sponsor.


Il sole già alto fa risalire velocemente la temperatura e l’umidità sempre elevata rende l’aria e la calura insopportabile. Anche percorrere pochi metri diventa una doccia di sudore. Attorno alla vita dei bambini molti adulti si prodigano a lavorare per produrre quanto necessario alla gestione delle loro attività e ai fabbisogni quotidiani.

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Estratto di un racconto che è parte di una nuova pubblicazione edito da Youcanprint. E' acquistabile in www.youcanprint.it e molte altre piattaforme e librerie, in Italia e nel mondo. NO Amazon.


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dall'Anima al Mondo: 

storie di Vita, Libertà interiore e Guarigione




Questo racconto è collegato ad un altro, - L'Amore che tocca e trasforma -

 https://marinamagro.blogspot.com/p/ho-incontrato-dei-sorrisi-meravigliosi.html


Democrazia, antitesi tra paradigma materialistico della società moderna e paradigma spirituale delle società antiche.






Penso al significato della parola "democrazia" e mi torna alla mente il Dott. De Donno e la sua terapia del plasma iperimmune. La definiva una terapia "democratica" perché utilizzava il plasma donato dai pazienti guariti dalla Covid 19   per permettere ad altri malati di guarire. E funzionava. Molte persone sono state beneficiate da questa terapia a costo vicino allo 0. Ma qui sono sorti i problemi.


In una società materialistica fondata sul capitalismo, sulla speculazione e sul lucro non è stata permessa una terapia democratica senza costi dato che non avrebbe portato alcun vantaggio alla finanza delle grandi case farmaceutiche che avevano ben altri scopi. Il triste epilogo della recente vicenda collegata ad Dott. De Donno la conosciamo tutti.


Tornando al significato della parola "democrazia" mi sposto ad una cultura antica e lontana dal mondo occidentale, la cultura quequa o andina. Il principio dell'Ayni era, per le popolazioni che vivevano sperdute in remoti villaggi sulle Ande, un valore importantissimo che garantiva la sopravvivenza e generava equità e condivisione.

 

Ayni è il principio della reciprocità, l'atto di dare e di ricevere, accumulare per redistribuire. Nella tradizione andina è tutt'ora il solo comandamento morale ed è anche il principio cosmico che regge la realtà.

Nelle Ande l'Ayni è un'attitudine nei confronti della vita, è la legge della reciprocità che regge tutti gli aspetti e le esigenze delle popolazioni andine. Si applica ancora nel lavoro comunitario, nelle relazioni sociali e familiari e nel rapporto con Dio.


L'origine della parola "democrazia" riporta nell'antica Grecia e il suo significato potrebbe essere riassunto come - potere al popolo -. Accadde nel quarto/sesto secolo avanti Cristo e prima di allora? I testi sacri raccontano di popolazioni antiche molto  evolute sopratutto spiritualmente che vivevano in prosperità e pace. 


Nell'antica civiltà vedica (anteriore a 5000 fa) ogni elemento della realtà era percepito come sacro e ciò impediva ogni sorta di sfruttamento e distruzione. Le società vediche erano basate su una reale educazione familiare e sociale. La socializzazione secondaria era affidata al guru, un maestro di vita e di conoscenza tradizionale; tale processo educativo risvegliava nel ragazzo le sue capacità più profonde e la consapevolezza di ciò che avrebbe voluto e potuto compiere all'interno della società.


Per l'uomo vedico la natura e la società erano realtà divine con lo scopo di permettere ad ogni essere di evolvere in direzione del divino stesso. La struttura sociale vedica era organizzata secondo due modalità fondamentali: le qualità innate materiali di ogni individuo e il livello di coscienza spirituale (varnashrama-dharma : sistema sociale vedico).


Per tornare ad una vera democrazia oggi è necessario tornare a mettere al centro Dio, il sacro, Madre Natura. 

La politica dovrebbe essere un servizio gratuito che persone con competenze diverse offrono per il bene di tutti. Le cariche dovrebbero essere provvisorie, a tempo limitato e a rotazione. Ci vuole una rivoluzione culturale e, prima ancora, di coscienza o spirituale.


foto dal mio viaggio in India