Coltivare il campo della Coscienza - Riflessione/Spiritualità -


Coltivare il campo della Coscienza


La Coscienza (chitta in sanscrito) è come un campo e come la terra ha una qualità femminile e creativa. Quel che mettiamo nel campo sotto forma di esperienza di vita determina il modo in cui coltiviamo il campo, come le cose che cresceranno in esso.


Se il campo della coscienza viene coltivato con buone impressioni, gli impulsi negativi e le cattive abitudini non avranno l'ambiente favorevole per mettere radici. Se invece ci nutriamo di impressioni di cattiva qualità, allora anche i buoni impulsi non avranno un terreno favorevole su cui crescere.


Come nutriamo il corpo di buon cibo per mantenerlo in salute così la mente necessità di buone impressioni per sviluppare una sana coscienza. Bisogna proteggere la mente da influenze negative come se fosse un bambino. Per questo è necessario un regime di vita che sia in armonia con la nostra natura.


Delle cose che introduciamo nella coscienza nulla rimane statico e senza effetti, la coscienza è fertile e creativa, qualunque cosa depositiamo in essa prolifica e dovremmo affrontarla, nel bene e nel male.


Cosa sono le impressioni sensoriali?


I sensi sono le porte principali che ci mettono in comunicazione col mondo esterno, per mezzo di essi facciamo entrare non solo le influenze sensoriali ma anche quelle mentali ed emotive. L'uso corretto ed equilibrato dei sensi ci fa sentire sani e felici; l'uso improprio, eccessivo o carente dei sensi ci rende poco sani e mentalmente disturbati.


Costantemente portiamo al nostro interno impressioni sensoriali di ogni tipo che ci influenzano in modo diverso, siamo così impegnati con il mondo dei sensi che non ci fermiamo mai ad esaminare gli effetti che hanno su di noi le interazioni sensoriali, come guardare un film o ascoltare la Tv.


Assorbire le impressioni è una forma sottile di nutrimento e lo possiamo facilmente vedere dal modo in cui le impressioni sensoriali della giornata si riflettono nella mente determinando il tipo di sogni che avremo la notte.

Guardare la violenza in televisione forse non ci farà diventare violenti ma certamente non ci renderà non-violenti e probabilmente ci renderà pigri e dipendenti da stimoli esterni negativi.


Solo se abbiamo una grande consapevolezza interiore possiamo evitare l'effetto delle impressioni negative con cui, in certa misura, noi tutti abbiamo a che fare.


Le impressioni vengono assorbite dalla mente esteriore sulla base della sua ricettività, vengono giudicate e digerite dall'intelligenza e il loro residuo viene depositato nel campo della coscienza. Se qui si deposita un qualunque residuo di impressioni negative, diventerà poi una ostruzione nel campo mentale che darà luogo a varie percezioni e azioni sbagliate.


Nutriamo la nostra mente di impressioni belle e armoniche, tutta la natura ne è intrisa, ascoltiamo buona musica e viviamo l'arte in tutte le sue espressioni.


Assorbendo buone impressioni il sonno diventerà profondo con pochi sogni o sogni spirituali, i sensi diventeranno più acuti, la percezione sarà più chiara, la capacità di espressione più creativa e avvertiremo maggior leggerezza, un senso di pace e la mente più luminosa.


Le impressioni determinano chi siamo e cosa diventiamo.



Spirito di bellezza, come potevi

tu, che inondi il cielo di splendore,

stare nascosto dietro la fiamma piccola

d'una candela?


R. Tagore


La danza come gioia di vivere - Articolo/Riflessione -


Siamo dentro una civiltà totalmente materialistica in cui l'essere umano non viene più considerato come tale, non più al centro della vita ma omogeneizzato tra dati informatici e statistiche. L'intelligenza artificiale ha il sopravvento  e il controllo sulle facoltà mentali più elevate che sono in grado di discernere il giusto dall'errore, il buono dal cattivo e un pensiero etico, che miri al rispetto dei propri valori e del proprio comportamento sia a livello sociale che interpersonale. 


Questa società ci vuole impauriti, terrorizzati ora dalla pandemia, prima dallo straniero, dall'immigrato, per dominarci e controllarci, come in una grande Matrix, ci vuole senza coscienza e senza facoltà intellettive, intrappolati nel distanziamento sociale, volti alla solitudine, sempre più spenti, senza più gioia di vivere.


Se sentiamo ancora un barlume di speranza, prendiamo con coraggio la nostra vita per mano e affrontando le paure guardandole, osservandole, potremmo così accorgerci che esse non sono reali, sono solo nei nostri pensieri come frutto di condizionamenti sociali, culturali, pensieri comuni dominanti o semplicemente condizionamenti di esperienze dolorose vissute. Le paure non sono Reali, sono solo paure che ci tolgono la Gioia di Vivere.


Non può esserci gioia di vivere se non c'è salute e per salute s'intende una chiara connotazione positiva d'armonia tra corpo sano, mente serena e spirito elevato. La salute ha bisogno di un atteggiamento dinamico, di un costante tendere ad un equilibrio ottimale.


Non possiamo pensare che il corpo fisico possa essere in salute se non ci prendiamo cura anche della nostra sfera mentale e spirituale. I nostri pensieri creano il nostro corpo, come già affermavano filosofi, dottori e scienziati fin dall'antichità. Il rispetto della propria natura è fondamentale per vivere in armonia e in salute e richiede un certo impegno.


La salute è il campo in cui tutte le potenzialità latenti di un individuo possono farsi strada ed esprimersi liberamente, perché in armonia con tutti gli altri elementi che compongono la persona. L'armonia è la caratteristica principale della salute, l'equilibrio cioè delle energie fondamentali che compongono la nostra mente e il nostro corpo.


La gioia di vivere è una vibrazione interiore di un'energia che fluisce in tutto il nostro essere, sia fisico che mentale e che ci fa provare gratitudine verso la vita; 

tale gioia c'infonde d'entusiasmo tanto che i nostri movimenti diventano espressione creativa di una danza al ritmo dello spirito, consapevoli che non possiamo sprecare l'opportunità di vivere che ci è stata donata. La nostra vita può fare la differenza.


Danziamo la vita al ritmo dello spirito, insieme, danziamo al ritmo che c'è in ognuno di noi.


 

Occhi, specchio dell'anima - Articolo



Si narra fin dall'antichità che gli occhi racchiudano in se l'anima e un incontro di sguardi diretto, sincero e compassionevole, può rivelare oggi molto dell'altro oltre che di noi stessi. 

Per gli antichi egizi gli occhi rappresentavano la massima espressività dell'anima, per questo amavano dipingerne il contorno con del colore nero, ricavato da alcuni metalli addizionati a dei grassi per poterlo spalmare con un bastoncino, tracciando una linea dall'angolo interno dell'occhio all'angolo esterno fino alla tempia. La funzione era sia decorativa che di protezione, cioè metteva in risalto l'anima racchiusa nello sguardo e la proteggeva dalle insidie esterne.


Anche nella cultura induista le donne amano ancora oggi tracciare il contorno dei loro occhi con il Kajal nero e non solo per un fatto estetico, come ho potuto osservare nei miei viaggi in Oriente, ma con l'intento di proteggere l'anima racchiusa nello sguardo dalle influenze malvagie, tanto che la pratica viene fatta anche sugli occhi dei bambini.


Gli occhi specchio dell'anima, molti sono i poeti che hanno celebrato l'anima contenuta in uno sguardo. Gli occhi rappresentano il luogo in cui si può leggere l'essenza dell'animo umano, senza filtri. Un volto può sorridere senza mostrare

alcuna emozione di sofferenza come il corpo può atteggiarsi in pose studiate, ma lo sguardo non mente e ci racconta di emozioni che si vorrebbero celare come la paura, l'angoscia, la sofferenza.


Certi occhi sono invece così belli che dentro ti potresti tuffare e lasciarti andare senza porre alcuna resistenza, cedendo alla bellezza e alla forza animica che emanano, indipendentemente dal colore dell'iride, dalla loro forma o da quante rughe li disegnino.


C'è un esercizio bellissimo che possiamo fare con un'amica/o amico o qualcuno con cui vogliamo cercare una profondità di comunicazione: ci si pone seduti comodamente uno di fronte all'altro e vicino iniziando a guardarsi negli occhi senza distogliere mai lo sguardo. E' un'esperienza bellissima, dove potranno emergere tante emozioni che si riveleranno spontaneamente in una comunicazione davvero speciale perché intima, vera e profonda in cui potremmo raccontarci tutto di noi ed accogliere tutto dell'altro senza dire una sola parola.


L'anima è la parte vitale e spirituale dell'essere vivente ed è possibile scorgerla in uno sguardo puro perché l'anima è la nostra sorgente, la nostra interiorità, la nostra casa, la fonte del nostro potere personale da cui possiamo cogliere noi stessi e il mondo intorno a noi con lucidità e maggiore chiarezza. 


Ecco che lo sguardo acquista luce e intensità emanando una forza chiara e trasparente in cui tutta la bellezza interiore si manifesta come fonte di acqua pura di sorgente, indipendentemente dal colore dell'iride.



L'anima è la nostra dimora; i nostri occhi sono le sue finestre, 

e le nostre parole i suoi messaggeri.


Kahlil Gibran


Fotografia dal mio viaggio in India



Siate Dei. Articolo/Riflessione


In questi nuovi giorni nella mia città d'origine ho potuto rendermi conto dell'energia che ricopre la città e inonda i pensieri della gente che la abita. Anche la mia energia è stata in parte catturata da una pesantezza che avevo scordato nel tempo in cui solo l'oceano è stato il mio confidente. Ho faticato i primi giorni a tirarmi fuori dalla tempesta di pessimismo che riveste anche le mura silenti dei palazzi storici.


Ho anche potuto incontrare qualche sorriso sincero amicale di benvenuto e qualche scambio di pensiero profondo di persone che comunque sono in ricerca di una Verità altra da quella narrata.


Inaspettato mi è il quasi silenzio che echeggia tra le mura della città antica lasciandomi nella percezione di surreale, fantasmagorico, qualcosa di inimmaginabile tempo addietro. Ogni volta che esco in strada con la mia mascherina tra le mani per poi indossarla al primo sguardo impaurito e ostile che incontro mi chiedo: ma è vero? 


Dalla finestra dello studio soppalco situata sopra la scrivania osservo dei nuvoloni scuri e minacciosi che si muovono nel cielo raramente così terso e blu come in questi giorni freddi di inizio aprile. 


Ho ripreso tra le mani un vecchio scritto di Anton Ponce de Leon Paiva che racconta la sua iniziazione con un Maestro spirituale quechua. E mi ricollego alla fortunata esperienza personale con l'antropologo di Cuzco Don Juan Nunez Dal Prado vissuta anni fa nei suoi seminari italiani al fine di trasmettere la tradizione spirituale andina.


L'antica tradizione spirituale quechua insegna che solo quando si avrà preso coscienza della propria vera natura si potrà vivere pienamente in libertà ed  Essere Sè stesso. Il Noccan Kan è l'Io Sono.


Siate Dei.


Se vogliamo evolverci dovremo praticare il Noccan Kan, imparando a trascendere la nostra vita sulla Terra. Comunemente le persone si identificano col proprio corpo fisico, con la materia, dimenticando che dentro questo corpo, questo tempio che chiamiamo corpo, c'è lo Spirito di Dio.


Nella tradizione spirituale andina Inti è il Dio Sole figlio di Wiracocha, il Creatore. Quindi Inti è dentro di noi. Certo è che il corpo fisico muore e si decompone ma lo Spirito Divino che lo pervade è immutabile ed eterno.

Noi siamo ciò che ci abita.


Il nostro Essere è ovunque il pensiero si posi e il nostro pensiero ci porterà dove vorremmo andare. Fintanto non avremo coscienza di ciò che in realtà Siamo, vivremo come schiavi senza libertà. Quando prenderemo coscienza di questa realtà, una nuova forza e un nuovo potere si manifesteranno in noi e ci sentiremo protetti.


La vita di ognuno di noi è molto importante, dobbiamo aver cura della nostra salute fisica e psichica perché siamo qui in viaggio sulla Terra per essere felici, pur con i nostri limiti e difficoltà, impariamo quindi a camminare sorridendo, pensando che ogni esperienza è posta al fine della nostra evoluzione.


Ogni volta qualcosa d'importante s'impara e ogni lezione ci renderà più forti ma, attenzione, se vuoi vivere nella limitazione la tua vita sarà limitata, se vuoi vivere malato ti ammalerai, se ti accontenterai di poco non avrai la possibilità di avere di più.


Se ti permetti di essere ciò che Sei, collocato nel tuo centro, a cui puoi attingere equilibrio e armonia, ogni giorno potrai percepire maggiore forza e potere personale e ti troverai nel cammino di Dio. 

Gesù stesso rivelò agli uomini: - Io Sono, Siate Dei - (vangelo San Giovanni).


Impariamo a non giudicare, a non condannare e siamo gentili, tolleranti, comprensivi e rispettosi. Trasformiamo il male in qualcosa di buono, la tristezza in allegria, siamo venuti sulla Terra per essere felici. La Vita è l'espressione massima dell'esistenza. Se prendiamo coscienza della nostra reale identità tutto diventerà possibile.


Siate Dei.


Un respiro profondo e lo sguardo sale dalla tastiera del pc alla finestra, i nuvoloni sono spariti e il cielo è blu e la luce morbida del pomeriggio disegna i tetti delle case e i contorni dei campanili delle chiese che toccano il cielo. Tutto cambia e si trasforma.


Certo è che l'insegnamento trasmesso dai Maestri andini, e non solo, è di una attualità disarmante e oggi ne abbiamo un bisogno estremo.

Si, possiamo scoprire il potere immenso che c'è dentro di noi ma dobbiamo impegnarci in un lavoro interiore fondamentale per attivare il pieno sviluppo umano necessario al risveglio per poter vedere il mondo com' è, senza proiezioni. 


Siate Dei.


L'Io Sono è libero ed essere liberi oggi significa respirare con la testa sopra le nuvole, trascendere le cose che ci propinano quotidianamente, fuori dalla propaganda martellante che ci vuole solo con la testa nel virus, non esiste solo il Covid. Dobbiamo elevarci sopra la melma mediatica che ci offusca i sensi imprigionandoci nella paura. 


Per elevarci è fondamentale perseguire con dedizione, sforzo e coraggio il cammino interiore, affidandoci al nostro sentire più intimo e profondo per liberarci da paure e dolori. Dove c'è sofferenza e conflitto c'è Ego. E' tempo di scegliere un cammino che per quanto impegnativo possa essere ci renderà liberi, ne siamo degni, tutti.


Non siamo solo materia, noi siamo Spirito Divino e l'energia che ci anima è luce. Irradiamo luce man mano che il nostro Spirito si libera. Immaginate una nuova umanità radiosa di luce e consapevole di essersi liberata.


Non possiamo liberare il mondo se prima non liberiamo noi stessi, la forza e il potere che sgorga dall'Essere libero è potente, immaginate cosa significhi una moltitudine di persone libere, solo così potremmo affrontare il grande cambiamento sociale e politico di cui abbiamo tutti bisogno.


Uniamoci, creiamo gruppi di persone con una nuova coscienza, condividiamo comunichiamo inventiamoci nuovi modi di fare musica, danza, teatro, scrittura, filosofia, cultura, pensiero critico, eleviamoci insieme, tanti Dei insieme e i miracoli accadono.


Siamo Dei.


la mia Pasqua peruviana con estratto dal libro - Odore di Perù - e l'augurio di una Pasqua di liberazione


Auguro di cuore una Pasqua di liberazione a tutte le persone in cammino verso un nuovo umanesimo, un nuovo mondo libero da ogni oppressione e dalla schiavitù delle nostre convinzioni e dei nostri pregiudizi. Si risvegli nel nostro cuore uno straripante sentimento d'amore e di comunione con la Vita. Vi abbraccio.

Aggiungo un breve estratto dal mio libro: - Odore di Perù -

"Cosa significa la parola Pasqua? Vuol dire passo o passaggio a nuova vita, alla liberazione per il popolo ebraico dalla schiavitù dell'Egitto."

Con queste parole padre Claudio iniziò la Santa Messa di Pasqua nel cortile davanti la chiesa di Calapuja, incendiando la legna accatastata nel mezzo della corte, celebrando così il rito del fuoco che brucia il vecchio purifica e trasforma: dalle ceneri nascerà nuova vita. 

A quelle parole qualcosa risuonò dentro di me. Anch'io mi trovavo a vivere il mio passo. In quel momento ebbi la consapevolezza di essere in una fase importante di passaggio della mia vita. Stavo vivendo la mia Pasqua. Il viaggio era il mio passo.

Da un grande cero acceso che Fernando teneva in mano ogni persona passava ad accendere una candela ed entrava in chiesa disponendosi in silenzio sui banchi. La fiamma simboleggiava la Luce che illuminava la via. Tutti i bambini si disposero intorno l'altare.

Davanti a me l'immagine bellissima di tutta quella gente nei suoi abiti migliori, raccolta e attenta, i canti dei bimbi che si alternavano alle parole di padre Claudio sempre coinvolgenti e dirette e tutti quei lumi accesi. Percepivo una vibrazione intensa all'interno del piccolo tempio, qualcosa di forte e profondo univa la comunità andina di Calapuja ed io ne ero parte.

Assorta nell'atmosfera di preghiera, intrisa nell'intenso odore di Perù mescolato all'incenso mi sentivo dilatata espansa fusa nell'insieme di persone apparentemente così diverse e in realtà così simili e in quel momento, che andava oltre le sensazioni i pensieri le emozioni e l'energia, vibravo pulsavo amore. 

Come un richiamo il mio sguardo si spostò verso due intensi occhi neri di bambino. Stava seduto dall'altra parte dell'altare di fronte a me e mi guardava sorridente. Claudio celebrò l'Eucarestia. Sentivo una spinta interna, una pulsione forte a unirmi alla gente, a mescolarmi a loro.

Mi diressi verso il centro della chiesa davanti l'altare dove il sacerdote porgeva la particola, mi mescolai alle persone in attesa del mio turno per ricevere la comunione. Fra la calca mi accorsi di una presenza ormai familiare, molto vicina, mi girai e vidi il solito bimbetto dietro di me che in silenzio mi accompagnava.

Raggiunsi nuovamente il banco e il bimbo mi seguì. Mi sedetti e lo presi sulle ginocchia avvolgendo la morbida creatura tra le mie braccia. Una profonda tenerezza s'impossessò di me. Sentii le lacrime salirmi agli occhi e un nodo serrarmi la gola.


Creiamo cuore - Articolo/Riflessione



Quando qualcosa muore fa un sacco di rumore. Questo è un modello di mondo basato sulla paura che ci mette in trappola creando separazioni con tutto e tutti. Qualcuno ha scritto - Ciò a cui resisti persiste - se resisti a qualcosa che ritieni sbagliato in realtà la rafforzi.

Creiamo cuore.


Siamo in una mente globale, questo a causa delle molteplici informazione che riceviamo via web e purtroppo le notizie sono molto spesso manipolate allo stesso modo col fine di trasmetterci un senso di inadeguatezza, sensi di colpa e paura. 


Creiamo cuore.


Sottoposti quotidianamente ad un bombardamento di numeri senza nessun tipo di dettaglio e spiegazione, sembra che oggi ci si ammali e si muoia solo di Covid, le altre cause di malattia e morte sono scomparse o forse parte della raccolta dei numeri, chissà.


Creiamo cuore.


In poco più di un anno la vita di tutto l'occidente è precipitata nell'oblio, senza più memoria storica, senza più identità. A colpi di look down sta morendo il nostro tessuto sociale ed economico, la cultura e le tradizioni che hanno caratterizzato e contraddistinto il nostro territorio nel mondo e ancor di più sta morendo la nostra psiche. Dobbiamo trovare rimedio, nessuno si prenderà cura di noi. 


Creiamo cuore.


Reclamiamo il nostro essere e la nostra libertà, è un nostro diritto, il diritto primario alla vita perché non può esserci né vita né salute senza libertà, e per salute s'intende uno stato d'integrità psico fisico. 


Creiamo cuore.


Ci hanno messo gli uni contro gli altri, c'è chi sostiene quello che i media mainstream riportano e pubblicano con i loro perversi messaggi sublimali e poi ci sono gli eretici, meglio ancora i negazionisti (orribile quanto fuorviante aggettivo che ci riporta allo Shoah) ossia chi si discosta dal pensiero unico dominante e cerca differenti punti di vista, li confronta e sviluppa un senso critico sempre maggiore e non vuole soccombere ad un potere globalista e oligarchico. 


Creiamo cuore.


Si, bisogna creare un cuore globale, imparare a condividere sane informazioni, imparare nuovamente a comunicare tra di noi, ad aiutarci, a non temerci, a non vedere l'altro come un possibile untore, colui che ci può trasmettere il virus, perché è così che ci vogliono: separati isolati soli e impauriti, facili da controllare e dirigere.


Creiamo cuore.


Siamo in un cambio di paradigma, qualcosa sta morendo mentre altro sta nascendo. Il senso di separazione scarsità menzogna limitazione sta morendo, per questo c'è tanto rumore. 


Creiamo cuore.


Viviamo in un campo si abbondanza, apriamo il cuore e impariamo a guardare con occhi nuovi. L'universo è espansione è progressione, tutto si dirige verso frequenze più alte. Finché ci sono forme di pensiero di mancanza limitazione e scarsità, questo sperimenterà la nostra coscienza fintanto che non si sveglierà. 


Creiamo cuore.


Vuoi un mondo migliore? Quando vivi per qualcosa di più grande della tua piccola vita ti togli tutte le ansie. Se vivi nel tuo piccolo mondo sei imballato in un piccolo pacchetto, ma se vivi per una vita più grande tutta la vita è dalla tua parte, sei a sua disposizione. 


Creiamo cuore.


Noi scegliamo di venire al mondo per condividere determinati doni e talenti per creare la differenza nel mondo. E allora? Ognuno con le proprie possibilità, chiediamoci: come posso donare il mio talento al mondo? Cosa ho da offrire per il bene comune?


Creiamo cuore.

l'oceano e il vento dentro di me - Racconto breve -



Sarà la nebbia sarà la pioggia di questi giorni, sarà che sto organizzando il mio rientro in Italia, una sorta di malinconia mi pervade. C'è bellezza nella malinconia, morbidezza, lentezza, sensualità. Alla mia nascita mi fu regalato da una signora americana cliente del mio papà un piccolo monile d'oro da appendere ad una catenina raffigurante dio Shiva. Non so se la signora in questione sapesse quale fosse il potere attribuito a questa divinità induista, la mia famiglia per certo no. 


E per lungo tempo nemmeno io che una volta cresciuta decisi di venderlo insieme ai miei piccoli gioielli ricevuti in dono, secondo tradizione di quegli anni, da battesimo comunione e cresima per racimolare qualche soldo. Fatto sta che quel dono di nascita rappresentò quella che sarebbe stata l'energia spirituale che mi avrebbe accompagnata per tutta la vita: un continuo cambiamento che avrebbe messo sottosopra la mia vita molte volte. 


Il cambia-mento rappresenta l'opportunità di cambiare la mente, di andare oltre i limiti, di conoscere se stesso attraverso nuove esperienze sempre più libero da schemi e sovrastrutture mentali e sociali. 


Ho capito negli anni che non mi interessa rimanere dentro una zona confort, anche se faticosamente guadagnata, la curiosità e la sfida a superare i miei limiti mi hanno spinta ogni volta a cercare nuovi orizzonti, a vedere la vita da prospettive diverse e a fare esperienze abbracciando la vita e quello che poteva offrirmi. Non ho mai agito seguendo un impulso, l'intuizione era ed è la mia guida, e di lei ho imparato sulla mia pelle a fidarmi. 


Cammino vicino l'oceano e ne ascolto la vibrazione, quella profonda, che è un suono grave che mi scuote dentro con una potente energia che un pò m'inquieta, ma in superficie altri suoni vibrano come un'orchestra completa di stringhe e fiati in accordo tra il sibilo del vento e il chiassoso fragore delle onde che si infrangono a riva e lo strillare dei gabbiani. 


Ci sono altre curiose piccolissime creature che passeggiano in gruppetti frettolosi sulla riva, hanno il piumaggio bianco che riflette i bagliori argentei della luce e della spumosa onda che si allunga leggera sulla sabbia dorata e in quel mentre spiccano il volo insieme, come una squadriglia, per atterrare alcuni metri più in là e riprendere a zampettare speditamente. 


Amo il vento che qui in questi luoghi mi ha spazzolato per bene. C'è quello lieve che ti accarezza il volto e la pelle e ti solleva i capelli come avessero vita propria mentre danzano l'aria; c'è il vento di ponente umido e freddo che quando piove ti porta via l'ombrello e il cappello che hai in testa e ti investe con gettiti di pioggia fitti che in pochi minuti sei bagnato fradicio. 


Poi c'è il vento di levante, che raggiunge e supera i 50 km orari, secco e forte soffia la sabbia verso l'oceano e se sei sulla spiaggia ogni minuscolo granello di sabbia diventa una piccola lama che ti frusta la pelle e fa male, non lo puoi sopportare se non sei completamente vestito. 


Una volta camminando tra i vicoli del villaggio una raffica di levante mi ha preso gli occhiali dal naso e fatti volare per qualche decina di metri ed io a rincorrerli fino a che sono atterrati rovinosamente sul lastricato scheggiando le due lenti. Comunque sia, il vento libera la mia mente dai pensieri e tutto diventa più leggero, danzante. 


Non ho fatto molti amici qui, l'emergenza sanitaria e i numerosi look down hanno costretto tutti nelle proprie case, la paura del contagio ha coinvolto anche gli andalusi che per natura sono molto socievoli e festaioli. Ognuno raccolto nella propria mascherina, pochissime le occasioni di socializzare se non per qualche saluto frettoloso in incontri casuali. 


Nonostante stia bene a vivere da sola e mi piaccia il silenzio, dopo più di un anno di isolamento "quasi forzato" sento la necessità di umanesimo, di scambiare pensieri e cibo e risate e parole e abbracci con qualche umano a me simile. Ho compreso quanto sia importante e bella per me la lingua italiana per poter comunicare profondamente e discutere insieme. Voglio tornare in Italia anche per questo. Nonostante applichi la lingua scrivendo, e da quando sono qui in Andalusia ne ho scritto di cose, sono consapevole che essere a contatto anche fisicamente per creare comunicazione beh sia un'altra esperienza molto più intensa e ricca per uno scambio maggiori di energia.


Il momento storico in cui ci troviamo da oltre un anno è drammatico, i governi sopratutto dell'occidente hanno esercitato un potere forte per controllare l'epidemia virale limitandoci quasi totalmente nelle nostre azioni personali e privandoci di tanti diritti fondamentali. L'economia è al collasso con milioni di persone senza lavoro e decine di migliaia di piccole attività italiane finora chiuse. Per non parlare dei bambini, vittime di un sistema che compromette terribilmente uno sviluppo sano ed equilibrato. 


Governati da incapaci abbarbicati alle poltrone sembra non ci sia più futuro per gli umani ormai schiavizzati da banche e multinazionali potentissime, industrie farmaceutiche che fanno a gara per mettere in commercio i nuovi sieri (non completamente testati) per "debellare" questo virus che, secondo moltissimi medici che si sono adoperati gratuitamente onorando il giuramento a Ippocrate, basterebbe una terapia domiciliare tempestiva ed efficace per contrastarlo. 


I nuovi potenti della terra sono coloro che appartengono alla Grande Finanza personaggi senza etica né morale arricchiti a dismisura in quest'anno di grande sofferenza per i più e che si dice abbiano una grande influenza sui governi del mondo e sulla diffusione del pensiero unico mediatico. Per costoro l'unico dio è il denaro e il nuovo paradiso è la sede del potere di controllo su l'umanità, disumanizzandola. Dobbiamo svegliarci! 


Intanto l'oceano continua e continuerà il suo perpetuo andamento dettato dai venti e dalle maree e sarà sempre uno spettacolo! Ad esso poco interesserà cosa ne sarà dell'umanità annichilita e infelice, sacrificata al volere di pochi potenti senza anima né coscienza. La Natura tutta continuerà il suo corso di auto-trasformazione, di rinascita perpetua. 


Ed eccomi nuovamente nel cambiamento, sulla via di ritorno al mio Paese, alla mia città d'origine, con la speranza di poter essere, nel mio piccolo, parte viva di un processo collettivo di risveglio ad un nuovo umanesimo. Ce la dobbiamo fare, siamo in molti.