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Sono Marina Magro, da sempre appassionata a culture e filosofie orientali.
Da alcuni mesi sto promuovendo il mio ultimo “Odore di Perù”, edito da Samuele Editore, racconta di un viaggio che ha segnato uno dei passaggi più significativi della mia vita mettendomi a nudo e rendendomi nuovamente libera. La stesura di questo libro arriva dopo anni di grandi cambiamenti e numerose avventure iniziati dopo una esperienza di cancro ed una di pre-morte a seguito delle quali ho rivolto i miei studi e la mia pratica all’Ayurveda e allo Yoga, formandomi come operatrice ayurvedica nel 2005.

L’interesse antropologico inteso come esplorazione di un'umanità in cammino tra culture e tradizioni spirituali e anche come mio cammino di ricerca interiore mi ha spinto a viaggiare molte volte nella vita ma i viaggi più importanti e significativi sono stati quelli dell'ultimo decennio, probabilmente perché la mia percezione del mondo e dell'umanità è supportata da una maggiore consapevolezza e da una coscienza sveglia.

Nell’anno 2006 ho vissuto il mio viaggio nel sud del Perù, sulle Ande per tre mesi incontrando gli indios quechua e l’antica cultura inca in contatto con una natura selvaggia ed incontaminata e riscoprendo l’essenzialità delle cose ed il valore dei rapporti umani. Da questo viaggio è nato un romanzo intitolato: "Odore di Perù",  Samuele Editore.

Nell’anno 2007 ho prestato la mia assistenza e le mie pratiche ayurvediche in India in un orfanotrofio che accoglie bambini di strada in Andra Pradesh.

Nell’anno 2008 ad avviare un progetto di cooperazione internazionale rivolto ai bambini lavoratori nel Sud del Mondo ho visitato il Benin, Africa sub-sahariana, da cui un reportage completo anche di fotografie.

Negli anni 2009/2014  ho vissuto gran parte del mio tempo in Grecia , prima all'isola di Alonissos  e  successivamente a Cefalonia.

A seguito del viaggio in Nepal fatto nel 2014, in collaborazione con l'Assessorato Partecipazione di Vicenza il 28 febbraio 2015 ho presentato a Villa Tacchi una personale mostra fotografica dal titolo - Nepal cultura tradizioni spiritualità e infanzia - dando vita ad  un progetto di scolarizzazione per alcuni bambini orfani che vivono in un remoto villaggio nel Terai. 
Dopo il terremoto che il 25 aprile 2015 ha colpito così tragicamente il Nepal mi sono impegnata a proporre più volte questa mostra in altre sedi per condividere la mia esperienza di viaggio e di solidarietà e continuare a sostenere le rette scolastiche dei bambini del Terai. 

L'11 Marzo 2016 è stata inaugurata la Mostra Fotografica Nepal presso la Biblioteca Hugo Pratt, Lido di Venezia (patrocinata dal Comune di Venezia Pelestrina). 
Del 2016 un viaggio nel Giappone culturale e rurale, da cui un racconto: "Un incontro speciale, En"

Tra febbraio e marzo del 2017 ho viaggiato nel Laos del nord dove ci sono rimasta per un mese, da questo viaggio è nato un racconto intitolato: "Il risveglio del villaggio (Muang Gnoi Deua)".
A dicembre 2017 un breve viaggio in Portogallo ed un'esperienza che mi ha molto provata da cui un racconto: "Le coincidenze sono punti di contatto".

Amo l’arte e le culture/tradizioni dei popoli ancora poco inquinate dalla globalizzazione, amo la bellezza che sta nei cuori delle genti e con la scrittura e la fotografia cerco di trasmettere ciò che di bello e sorprendente riesce a catturare la mia attenzione e la mia immaginazione. Voglio sviluppare connessioni culturali e sociali tra realtà diverse e lontane. L’arte e la cultura, veicoli di conoscenza, comunione e solidarietà.

Contatto: 
marinamagro1@gmail.com
3355730200





















- Odore di Perù - narrativa - breve lettura - foto di viaggio


capitolo 9
Mi trovavo nuovamente in viaggio sul bus in direzione di Puno. Avevo preso accordi con l'autista perchè mi lasciasse sulla strada in prossimità di Calapuja. Mi stavo allontanando dalla mitica città di Cuzco senza rimpianti, desideravo tornare nella piccola comunità andina tra gli amici che avevo lasciato non molto tempo addietro. Presi posto al piano superiore del vecchio e scolorito bus, sul sedile davanti. Il sole alto entrava dal grande parabrezza anteriore surriscaldando l'abitacolo. Ovviamente l'aria condizionata non funzionava e i finestrini non si aprivano. Tirai le sudice tendine azzurre sistemate ai lati del parabrezza perché mi riparassero un pò dalla luce e dal calore.
I pensieri tornarono agli ultimi giorni a Cuzco.
Passeggiavo senza meta per le strade della bella città osservando le persone che l'animavano. Spesso incontravo dei bambini o giovani ragazzini che si offrivano di pulirmi le scarpe seguendomi anche per alcune centinaia di metri, erano davvero insistenti. Ogni strada ospitava qualche lustrascarpe. Era l'ultimo giorno che camminavo per quelle vie. Guardai i vecchi e comodi scarponcini che avevo ai piedi: erano secchi e impolverati, perché no? Così accettai per la prima volta di farmeli pulire strappando un mezzo sorriso al compiaciuto giovane. Mi appoggiai con le spalle al muro di una casa e il ragazzino si sedette su di uno sgabello che aveva sul davanti un poggia piede. Lo guardavo incuriosita mentre mi toglieva i lacci dagli scarponcini e contemporaneamente tirava fuori da un cassettino spazzole creme e altre cose.
Gli chiesi: - quanti anni hai?
- Quattordici - rispose
- Dove sono i tuoi genitori e perché non sei a scuola?, continuai.
Lui mi guardò negli occhi e dopo una breve pausa aggiunse: -vivo da solo a Cuzco e vado a scuola la sera-.
Rimasi colpita dalla sua risposta, il mio cuore di mamma si era già intenerito. Così il ragazzino, che non era stupido, mi disse spigliato: - se mi compri un paio di scarpe pulisco le tue gratuitamente.-
Più che di una richiesta aveva il tono di una pretesa quindi gli assicurai che gli avrei pagato molto di più il suo lavoro ma non gli avrei acquistato le scarpe. Il ragazzino mentre mi cospargeva gli scarponi di una sostanza trasparente che li avrebbe lasciati lucidi a lungo, così mi disse, (in seguito mi accorsi che si trattava di una sostanza sintetica, sembrava plastica, che non riuscii più a togliere e che avrebbero reso reso le scarpe ancora più secche con delle crepe che si riempivano di polvere), mi ribadì che il suo lavoro mi costava ben più di quanto avrei pagato le scarpe nuove! Mi parlava con un'espressione seria quasi minacciosa. Incredibile, voleva estorcermi del denaro! Lasciai che terminasse di rovinarmi le scarpe e dopo avergli lasciato un biglietto da dieci soles, circa tre volte la normale tariffa, mi allontanai mentre lui
ancora continuava ad insistere sulle sue pretese.
Il caldo e la mancanza d'aria all'interno del bus erano davvero fastidiosi. Nel sedile a fianco al mio era seduta una donna indigena col suo sacchetto di cibo cotto tra le mani e lentamente consumava il pasto.
Mi ero levata il grosso pile ed ero rimasta con la maglietta di cotone mentre la mia vicina di posto stava
con i suoi abiti a più strati e il tipico cappello in testa.
Il viaggio sarebbe stato ancora lungo.


là, dove si stende l'infinito cielo

...
Ma là, dove si stende l'infinito cielo
in cui l'anima prende il suo volo,
regna lo splendore bianco e immacolato.
Non c'è giorno né notte,
né forma né colore
né mai una sola parola.

R.Tagore

foto: spiaggia di Amanohashidate Giappone

http://marinamagro.blogspot.com/p/blog-page_48.html

pace e unità

Non so chi siano i giusti, ma le persone sagge sono quelle che portano pace e unità.

(Made Teresa intervistata da Enzo Biagi)


foto, villaggio adagiato sulla sponda del Mekong, Laos

http://marinamagro.blogspot.com/p/laos-luang-prabang.html

l'amico

L'amico è la persona con cui hai il coraggio di essere te stesso.

foto: bambini a Nong Kiaw, Laos

http://marinamagro.blogspot.com/p/blog-page_17.html

Eclissi

La Luna è intuitiva ed ha un corpo rotondo,
la sua costituzione è di acqua e di aria (kapha e vata);
ha un'espressione luminosa e un parlare dolce,
è mutevole e soggetta a cambiamenti di umore.
- Parashari 3.24


Secondo i veda dalla Luna è nata la mente (in sanscrito manas).
Il termine sanscrito per indicare la mente ha un significato diverso da quello usato in Occidente.
La mente comprende l'emotività e significa sentimento;
è la coscienza in generale che riflette sulle cose.
Significa pensiero, cura, considerazione, ma anche fantasia, sogno e immaginazione.
Come il Sé (Sole) è il luogo della chiarezza centrale e della percezione, così la mente è il campo
della concezione e della manifestazione.

La Luna (in sanscrito Soma o Chandra) governa l'acqua-l'acqua come simbolo psicologico,
l'acqua del nostro corpo e l'acqua del mondo.
Mantiene la nostra fluidità di corpo e di mente, ci consente di fluire.
Come tale è il flusso creativo della vita, il fiume della coscienza,
le acque della creazione al cui pozzo dobbiamo bere per trovare appagamento nella vita.
E' l'acqua della gioia, che dà la felicità.
Il suo influsso porta amore e comunione.