Gli “Apu” delle montagne....

Dopo un’ora circa di viaggio su strada asfaltata, arrivammo ad una località di nome Pata Wasi dove si incrociava un bivio, poi avremmo proseguito verso Chivay seguendo la strada sterrata. La strada per un lungo tratto diventò disastrata, piena di buche e pietre sparse ovunque. Gli “Apu” custodivano desideri, i voti che gli indigeni avevano fatto agli spiriti delle montagne, dedicando loro dei piccoli capitelli di sassi. Se ne vedevano tantissimi, a centinaia lungo la strada. 
Era un luogo di straordinaria bellezza, in cima al mondo.
Eravamo a quota 4800 metri.

Perù Arequipa - Condor in volo sopra il Canion del Colca -

Mirador Cruz del Condor è il luogo dove converge il punto più profondo del Canion del Colca
(Con i suoi 3386 metri di profondità, è una delle voragini più ampie del pianeta).
In questo luogo è stata costruita una terrazza che si affaccia sul precipizio dove, alla mattina molto presto ed essendo fortunati (e io lo sono), si può ammirare il volo dei condor: uno spettacolo bellissimo.
Mi soffermai ad osservare il paesaggio alla luce del sole in una esaltazione di colori, lo steso punto in cui la notte prima,
nel cielo stellato, ne avevo percepito l'essenza.

La Rua a Vicenza (tre immagini) per la festa del Corpus Domini

la Rua nacque presso i ‘Nodari’ quando questi decisero, nel 1441, 
di creare qualcosa di ben più imponente del cero che seguiva, 
assieme all'insegna della categoria (ed a quelle degli ordini,
arti e corporazioni cittadine) la processione del Corpus Domini, 
solennizzata dal Comune sin dal 1389.

Ma perché, poi, al centro del simulacro doveva stare una ruota?

Occorre ricordare che i ‘Nodari’ si dividevano in Modulanti e Vacanti: i primi, 
trecento in tutto e ripartiti in cinque sezioni, si succedevano a turno negli incarichi. 
Era stato tale periodico “giro” a richiamare il movimento della ruota, 
ed a far nascere il relativo stemma professionale. 
Concretizzatosi appunto, nella struttura del nuovo “tabernacolo”, in una sorta di piccola 
giostra girevole nel senso verticale, dotata di scanni su cui far salire alcuni bambini.


scriveva Seneca...

Qualcuno, dopo aver visitato la mia mostra sul Nepal e fatti i complimenti, mi ha titolato come l'ultima degli idealisti, anche se la sua espressione voleva dire "l'ultima degli illusi". Voglio credere che non sia così, so che non è così. Voglio credere che ci sono persone sensibili alla bellezza, amanti della vita e dell'umanità, che guardano al  bene comune, che non pensano solo al proprio tornaconto. Persone che vorrebbero un mondo più bello, più buono e più giusto e cercano, come possono, di dare il loro contributo.

La salvezza arriva dalle piccole comunità, dai piccoli gruppi che sanno scambiare saperi e servizi, che sanno accogliere, apprezzare, condividere, sanno dare un volto all'ambiente. 
Persone che sanno coinvolgere altri in un'energia di armonica condivisione, dove ognuno può dare e contribuire a rendere migliore la propria vita e quella degli altri, perché come scriveva Seneca a Lucillo "Non può vivere felice chi pensa solo a sé, chi trae tutto al proprio utile. Devi vivere per gli altri se vuoi vivere per te".